Arrestati giudice Giglio e Morelli (Pdl). Accusa: favorirono le ‘ndrine

Pubblicato il 30 Novembre 2011 9:53 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2011 10:40

MILANO – A Reggio Calabria è stato arrestato un giudice con l’accusa di aver favorito le ‘ndrine della ‘Ndrangheta. Vincenzo Giglio è accusato di corruzione e favoreggiamento personale. Arrestato anche il consigliere della Regione Calabria Franco Morelli del Pdl. Arrestato anche il maresciallo capo della Guardia di Finanza, Luigi Mongelli, per corruzione, e sono in corso perquisizioni che riguardano anche Giancarlo Giusti, giudice in servizio presso il Tribunale di Palmi.

Giglio è stato arrestato nel corso da questa mattina l’esecuzione di una decina di provvedimenti cautelari tra i quali l’arresto di un giudice del Tribunale di Reggio Calabria, nell’ambito di un filone dell’inchiesta della Dda milanese nato dall’operazione ‘Infinito’.

Giglio è accusato di aver “favorito” un esponente del clan Lampada, con l’aggravante di aver commesso questi reati “al fine di agevolare le attività” dell’organizzazione mafiosa.

Morelli è il secondo consigliere arrestato dopo Santi Zappalà. I provvedimenti sono stati firmati dal gip Giuseppe Gennari e riguardano anche un noto avvocato di origini calabresi, Vincenzo Minesi.

Arrestato anche Vincenzo Giglio, medico a Reggio Calabria e cugino del giudice arrestato.

Sono stati fermati anche tre presunti affiliati alla ‘ndrangheta, Gesuele Misale, Alfonso Rinaldi e Domenico Nasso. Misale e’ accusato di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni, Nasso di associazione mafiosa e Rinaldi di intestazione fittizia di beni aggravata dalle modalita’ mafiose.

I fermi sono stati eseguiti dalle Squadre mobili di Reggio Calabria e di Milano. Su disposizione della Dda di Reggio Calabria sono stati perquisiti, inoltre, gli studi degli avvocati Francesco Cardone, del Foro di Palmi, e Giovanni Marafioti, del Foro di Vibo Valentia, indagati nella stessa inchiesta.

La dda di Reggio Calabria ha confermato che il provvedimento di custodia cautelare e’ del Gip di Milano, su richiesta della Dda del capoluogo lombardo, mentre la Dda di Reggio Calabria ha emesso il provvedimento di fermo eseguito la mattina del 30 novembre.

Gli altri arrestati sono: Raffaele Ferminio per associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. Giulio Giuseppe Lampada, per associazione mafiosa, corruzione, concorso in rivelazione di segreti d’ufficio, intestazione fittizia di beni. Leonardo Valle per associazione mafiosa, corruzione e intestazione fittizia di beni.

Ai domiciliari, invece, e’ finita Maria Valle, moglie di Francesco Lampada, arrestata per corruzione.