Viterbo. Arsenico nell’acqua e nel pane: “Contaminati i bambini”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Aprile 2013 11:49 | Ultimo aggiornamento: 12 Aprile 2013 16:45
Viterbo. Arsenico nell'acqua  e nel pane: "Contaminati i bambini"

Viterbo. Arsenico nell’acqua e nel pane: “Contaminati i bambini”

ROMA – Viterbo. Arsenico nell’acqua  e nel pane: “Contaminati i bambini”. Nei cittadini di Viterbo e 16 comuni del viterbese, interessati dall’emergenza arsenico nell’acqua, la concentrazione della sostanza nell’organismo è oltre il doppio rispetto a quella nella popolazione generale. Maggiori concentrazioni sono state rilevate anche nei bambini. I nuovi dati sono in via di pubblicazione su riviste scientifiche. Le analisi sono state condotte su campioni di unghie e urine di 269 soggetti sani (da 1 a 88 anni di età) residenti nelle aree a rischio.

Nei viterbesi, la concentrazione della sostanza nelle unghie è risultata pari a 200 nanogrammi per grammo contro gli 82 nanogrammi di un gruppo di controllo nella popolazione generale. Per l’Oms l’arsenico è un elemento cancerogeno per il quale l’Ue ha disposto già dal 2001 precisi limiti. Questi i dati dello studio dell’Iss sul rischio a Latina, Roma e Viterbo.

Nei comuni del Lazio interessati dall’emergenza arsenico nell’acqua, a rischio è pure la catena alimentare. Concentrazioni di arsenico superiori ai livelli consentiti sono state infatti rilevate, ad esempio, nel pane prodotto nell’area del viterbese. Lo dimostrano, secondo quanto si apprende, gli ultimi dati dello studio per valutare l’esposizione all’arsenico nelle aree a rischio condotto dall’Iss con la collaborazione dell’ Ordini dei medici.

Analisi sono in corso su vari tipi di prodotti alimentari, ma dai dati preliminari emerge appunto un livello di arsenico nel pane superiore a quello di aree con livelli di fondo, mentre sono in corso le analisi di ortaggi coltivati in tali aree.  La causa è da individuarsi nella maggiore presenza di arsenico nei terreni ma pure nell’uso di acqua erogata dalla rete idrica – e ‘fuori norma’ rispetto alla concentrazione di arsenico – utilizzata per irrigare. Ciò significa che la popolazione di queste aree è soggetta ad una maggiore esposizione all’arsenico non solo per l’utilizzo dell’acqua ma anche attraverso la catena alimentare.

Il Codacons, intanto, chiede ufficialmente la chiusura dei negozi che utilizzano l’acqua contaminata. Ma l’azione dei consumatori nel mirino ha soprattutto comune e Regione. In favore dei negozi, infatti, l’associazione dei consumatori è pronta alla class action contro Comune e Regione Lazio.

Il ministro  della Salute Renato Balduzzi, invece, punta il dito contro Renata Polverini: “Non sono arrivate ‘risposte pienamente rassicuranti” in merito all’emergenza arsenico nell’acqua in 50 comuni del Lazio, nonostante ripetute sollecitazioni da parte del ministero della Salute. Lo sottolinea lo stesso ministero in una nota.

Balduzzi, il 4 gennaio, rileva il ministero, ”aveva sollecitato l’ultima volta l’ex-presidente Polverini ad adottare misure urgenti, e negli ultimi sei mesi aveva più volte invitato la Regione ad occuparsi della vicenda con note scritte, che non avevano avuto una risposta pienamente rassicurante sulle iniziative da intraprendere”. Il ministero ricorda che i provvedimenti in deroga, chiesti e ottenuti dalla Regione Lazio dalla Commissione Europea per tramite del Ministero della Salute, prevedevano come parte integrante della richiesta un rigoroso cronoprogramma per il rientro delle acque nei parametri di conformità. L’8 febbraio a Bruxelles, presso la Commissione europea, si era svolta una riunione, presenti ministero della Salute, Istituto Superiore di sanità e Regione Lazio, nella quale la Commissione europea, nel prendere atto delle azioni programmate dalla Regione per il rientro del valore di parametro dell’arsenico, ha proposto alla Regione un piano di assistenza, al quale la Regione aveva aderito. Ma ad oggi, afferma il ministero, ”non risulta che tale piano sia stato formalizzato, nonostante vari solleciti alla Regione a fornire informazioni in merito”.

Venerdì il ministro ha informato il presidente Zingaretti e insieme hanno concordato un incontro la prossima settimana: ”Non possiamo piu’ aspettare e finalmente dalla Regione c’e’ una risposta precisa alle numerose sollecitazioni che avevo gia’ rivolto in passato alla Regione Lazio. Il Presidente Zingaretti – ha detto Balduzzi – ha risposto immediatamente questa mattina annunciando l’incontro di lavoro”.