Cronaca Italia

Vito Giacino, ex vice sindaco di Verona arrestato per corruzione

Vito Giacino, ex vice sindaco di Verona arrestato per corruzione

Vito Giacino, ex vice sindaco di Verona arrestato per corruzione

VERONA – L’ex vice sindaco di Verona, Vito Giacino, è stato arrestato perché accusato di corruzione e abuso d’ufficio. Le indagini riguarderebbero alcuni appalti e consulenze alla moglie, Alessandra Lodi, anche lei ai domiciliari. Giacino si era dimesso dall’incarico di vice sindaco il 15 novembre scorso dopo l’inscrizione al registro degli indagati per “non danneggiare l’immagine dell’amministrazione Tosi”. Tosi, assicurano gli inquirenti, non risulta in alcun modo coinvolto nell’inchiesta.

Giacino era stato vicesindaco già nella prima amministrazione retta fa Flavio Tosi, dopo essere stato eletto nelle Liste di Forza Italia. Il mandato di vice gli era stato confermato dopo la tornata dello scorso anno, quando era stato eletto nella Lista Tosi. A lui era stata affidata la delega anche all’urbanistica. Le indagini erano scattate  in seguito ad una lettera anonima giunta a un consigliere comunale, che aveva quindi presentato un esposto alla procura. Nella missiva si parlava di presunti casi di favori alla moglie nelle consulenze. Nel corso delle prime fasi dell’inchiesta erano stati perquisiti gli uffici comunali inerenti all’attività dell’allora vice sindaco e gli studi legali.

Subito dopo aver appreso dell’iscrizione al registro degli indagati Giacino ha fatto un passo indietro. Nella lettera di dimissioni a Tosi, datata 15 novembre, si legge:

“In questi giorni difficili ho avuto la forza di andare avanti grazie al totale sostegno della mia famiglia, di tantissimi amici e fra tutti il tuo, ma ho continuato ad interrogarmi se le indagini non potessero danneggiare l’ente e l’autorevolezza del tuo ruolo. Ho inoltre percepito che i quotidiani dubbi creati da un’esposizione mediatica oltre ogni misura avrebbero potuto gettare un’ombra sulla bontà delle scelte di questa amministrazione. Non ti nascondo che anche la sofferenza di mia moglie e dei miei familiari in questa vicenda mi hanno molto interrogato su come ridurre la loro esposizione mediatica”. “Per le ragioni che ti ho brevemente esposto con grande sofferenza – concludeva la lettera a Tosi – ritengo, quindi, dato il nostro rapporto personale e politico, di rassegnarti le mie dimissioni irrevocabili così da impedire che in qualsiasi maniera possano essere adombrate insinuazioni sull’Ente e sull’operato della tua Amministrazione”. Giacino spiegava poi di aver atteso quel giorno per concludere una importante delibera “prevista in Consiglio comunale così da non venir meno al mio dovere fino all’ultimo”.

Vito Giacino è stato condotto poco prima delle 11 nel carcere veronese di Montorio. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dal pubblico ministero Beatrice Zanotti, è stata firmata dal Gip Guido Taramelli che ha disposto invece la misura dei domiciliari per la moglie di Giacino, Alessandra Lodi. A quanto si è appreso, nell’indagine ci sarebbero altri indagati a piede libero.

 

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