Vittorio Emanuele, la sorella del giovane ucciso all’Isola di Cavallo: “Ora un nuovo processo”

Pubblicato il 24 Febbraio 2011 9:55 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2011 9:55

Vittorio Emanuele di Savoia

Birgit Hamer, sorella di Dirk Hamer, il giovane morto a 19 anni per un “misterioso” colpo di fucile in una notte d’esteta del 1978 mentre dormiva in barca davanti all’Isola di Cavallo in Corsica, racconta la sua lotta per la verità in un’intervista al Fatto Quotidiano.

La signora Hamer racconta a Beatarice Borromeo alcuni episodi che sono indicativi del livello della famiglia Savoia. Il fatto più impressionante è l’incontro di Birgit Hamer con Marina Doria, moglie di Vittorio Emanuele.

“Anni dopo, ho incontrato la moglie, dice la signora Hamer. Stava inaugurando una chiesa a Roma, il giorno del funerale di mia madre. Ho urlato: ‘Oggi è morta Sigrid Hamer e suo figlio non ha mai avuto giustizia’. Mi ha fatta sbattere fuori”.

Birgit Hamer ricorda la notte in cui Dirk venne colpito, la falsa promessa di Vittorio Emanuele di un elicottero per salvare l’uomo colpito.

“Siamo andati in barca in Corsica con un gruppo di ragazzi. Io avevo 20 anni, mio fratello 19. Durante il tragitto, è scoppiato un temporale e abbiamo ormeggiato le tre barche sull’isola di Cavallo per la notte”.

La signora racconta che  “Alcuni miei amici l’hanno incrociato (Vittorio Emanuele, ndr) quella sera a cena. Uno di loro ha contato 18 bottiglie di champagne sul suo tavolo. Io ero rimasta in cabina a dormire e sono stata svegliata dai suoi urli. Diceva: ‘Italiani di merda! Vi ammazzo tutti!’. Pensava che gli avessimo rubato il tender. Poi il mio amico Nicky Pende, che era in barca con noi, è uscito per capire cosa stesse succedendo. I due hanno iniziato a litigare, poi ho udito due spari”.

“Eravamo paralizzati dalla paura. Nicky si è buttato a terra. I proiettili hanno attraversato le barche e colpito alla gamba destra mio fratello che dormiva. Mi hanno chiamata: ‘Dirk è gravissimo, ma Savoia sa di averlo ferito e ci manda un elicottero per portarlo in ospedale’.

Solo che quell’elicottero non arriverà mai.”Abbiamo aspettato due ore, ma Vittorio Emanuele aveva paura dello scandalo. Intanto il ventre di Dirk si gonfiava e la sua faccia diventava sempre più bianca. Quando è arrivato in ospedale, via mare, era quasi morto. È sopravvissuto altri 111 giorni: al processo la difesa ha sostenuto che fosse morto per cure mediche sbagliate. Dirk è morto esclusivamente per le conseguenze di quella ferita. E per il ritardo nei soccorsi: forse, se non avessimo aspettato due ore, ce l’avrebbe fatta, anche se era già gravissimo”.

Infine, la domanda di Beatrcie Borromeo sulle attese della signora Hamer dopo il ritrovamento del video in cui Vittorio Emanuele, in carcere a Potenza, dice di aver “fregato” i giudici francesi, di aver sparato e colpito suo fratello alla gamba destra.

“Che cosa si aspetta ora?”, chiede Borromeo. “Vorrei far riaprire il processo. La verità è venuta fuori e non si può più metterla a tacere”.

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