Voto anticipato in Sicilia, così niente taglio alle poltrone

Pubblicato il 12 Giugno 2012 9:52 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2012 9:52

Raffaele Lombardo (LaPresse)

PALERMO – In Sicilia si vota prima, così le poltrone dei deputati regionali sono salve, visto che sarebbero dovute scendere da 90 a 70. Il voto d’ottobre, 28 e 29, è stato invocato da Raffaele Lombardo dopo l’annuncio delle sue dimissioni a fine luglio. I siciliani quindi andranno alle urne sei mesi prima della naturale scadenza della legislatura.

Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera fa notare che dietro tutta questa fretta ci sarebbe in realtà un pasticcio per evitare di ridurre i deputati che anche con il taglio a 70 poltrone sarebbero pari a 1 ogni 72mila abitanti.

Le cose sono andate così: Ma ecco che il 18 aprile 2012 il Senato dà il primo dei quattro ok parlamentari alla legge sul taglio ai consigli delle tre Regioni speciali Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia e smista subito la palla alla Camera. Terrore: vuoi vedere che forse, stavolta, il taglio passerà sul serio? Lo stesso giorno (lo stesso giorno!), quattro ore dopo le notizie di agenzia sul voto del Senato (quattro ore dopo!) esce un’ Ansa : secondo Raffaele Lombardo se si votasse insieme in Italia e nell’isola nella primavera 2013, come previsto, «le alleanze nazionali annichilirebbero ogni possibilità di scelta o d’intesa da costruire in Sicilia». Aveva già fatto capire qualcosa, ma adesso lo dice testuale: «Il voto nella nostra Regione va anticipato».Conseguenza automatica: la Trinacria tornerebbe alle urne «prima» della riduzione dei parlamentari. Con il risultato che la prossima legislatura vedrebbe ancora sui banchi dell’Ars i soliti 90 «onorevoli».

Eppure il 7 dicembre 2011 quando l’assemblea regionale siciliana votò i tagli i commenti dai toni trionfalistici si sprecavano. “La Sicilia anticipa i tempi della politica nazionale”, si leggeva in un comunicato ufficiale. “Oggi l’Ars ha dato vita a un’importante autoriforma: ora il parlamento regionale ha la credibilità e il prestigio per poter affrontare altre riforme”, disse il Pd Antonello Cracolici. “Abbiamo votato sì perché siamo convinti che sia più che opportuno dare un segnale all’esterno”, aggiunse Giulia Adamo dell’Udc.