Studio Usa. Anticoncezionale per donne africane raddoppia rischio HIV

di Licinio Germini
Pubblicato il 4 Ottobre 2011 12:28 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2011 12:28

Donne del Kenya

NAIROBI, KENYA – Il più popolare anticoncezionale per donne usato nell’Africa meridionale e orientale, una iniezione di ormoni praticata ogni tre mesi, sembra raddoppiare il rischio che le donne vengano infettate dall’HIV e contraggano poi l’Aids, secondo uno studio americano appena pubblicato. E quando l’anticoncezionale è usato da donne sieropositive i loro partner rischiano di essere contagiati due volte di più che se non fosse usato.

I risultati dello studio pongono le donne africane di fronte ad un potenziale dilemma. Centinaia di migliaia di loro rischiano ferite, emorragie, infezioni ed anche la morte  a causa di gravidanze involontarie, e la ricerca di anticoncezionali pratici ed economicamente accessibili è un’impresa urgente per le autorità sanitarie internazionali.

Lo studio, realizzato dai ricercatori dell’Università di Washington e pubblicato sul The Lancet Infectious Diseases, ha coinvolto 3.800 coppie in Botswana, Kenya, Rwanda Sudafrica, Tanzania, Uganda e Zambia. In ciascuna coppia l’uomo o la donna erano già infettati dall’HIV. I ricercatori hanno seguito le coppie per due anni, dopodichè gli hanno chiesto che tipo di anticoncezionale avevano usato ed hanno accertato se il partner non infettato aveva contratto l’HIV dal partner infettato. Le prove raccolte suggeriscono la preoccupante possibilità che gli anticoncezionali iniettati posseggono proprietà biologiche  che rendono uomini e donne più vulnerabili all’ HIV.

Gli ormoni iniettabili sono molto popolari. Nell’Africa sub-sahariana ne fanno uso circa 12 milioni di donne tra i 15 e i 49 anni, ovvero il 6 per cento delle donne di quell’età. Negli Stati Uniti li usano 1,2 milioni, o il 3 per cento delle donne che prendono anticoncezionali. Sebbene lo studio ha riguardato solo le donne africane, gli scienziati ritengono che gli effetti di quegli ormoni sono probabilmente uguali per tutte le donne, ma hanno sottolineato che le preoccupazioni più gravi riguardano l’Africa, dove il rischio di essere infettati dall’HIV è molto più alto che altrove.

”Oggi l’iniezione ormonale è il migliore e più pratico anticoncenzionale esistente”, ha dichiarato al New York Times Isobel Coleman, direttrice dei programmi esteri femminili al Council of Foreign Relations. ”E se dovesse essere provato al di là di ogni ragionevole dubbio che contribuisce all’espandersi dell’epidemia di Aids, ci troveremmo davanti ad una crisi sanitaria di estrema gravità”. Lo studio ha indotto l’ Organizzazione Mondiale per la Sanità (WHO) a convocare a gennaio una riunione per accertare se le prove finora addotte sono tanto convincenti da avvertire le donne che l’iniezione ormonale le espone al rischio di contrarre l’HIV o di trasmetterlo.

Ma occorre procedere con cautela. Prima della riunione il WHO approfondirà le ricerche riguardo agli anticoncezionali ormonali ed ai loro possibili effetti rilevati dallo studio. ”Vogliamo essere sicuri – afferma Mary Lyn Gaffield, una epidemiologa del WHO – di non raggiungere una decisione affrettata che avrebbe serie conseguenze per le donne – e vogliamo essere altrettanto sicuri che se ci deve essere un avvertimento esso deve essere pienamente giustificato”.