Cina. Controlli sui gruppi religiosi rafforzati da Pechino

Pubblicato il 28 Febbraio 2012 12:07 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2012 12:55

SHANGHAI – Il governo cinese ha deciso di rafforzare ulteriormente i controlli sui gruppi religiosi imponendo restrizioni allo svolgimento delle loro attivita’ caritatevoli e rendendo ancora piu’ complicato per loro ottenere aiuti stranieri. Lo riferisce il South China Morning Post. In un documento emesso ieri congiuntamente da sei dipartimenti governativi, incluso quello per l’amministrazione statale per gli affari religiosi, se da un lato si dice che le attivita’ dei gruppi religiosi sono benvenute nel paese, viene pero’ specificato che in base alla nuova normaliva i gruppi religiosi ”non possono diffondere il loro credo e minare gli interessi nazionali” attraverso le loro attivita’ caritatevoli.

A proposito poi degli aiuti stranieri nel documento si legge che ”i gruppi religiosi non possono accettare sussidi, donazioni o aiuti che provengano dall’estero”. Gia’ nel 2010 Pechino introdusse limitazioni alle sovvenzioni straniere, prevedendo per i gruppi religiosi che volessero riceverle, l’obbligo di presentare un certificato di donazione da parte del donatore straniero e di attendere l’approvazione del governo cinese specie in caso di donazioni superiori al milione di yuan (circa 100.000 euro).

Nel documento pubblicato ieri viene anche ribadito che i gruppi religiosi devono comunque sempre far riferimento al dipartimento statale per gli affari religiosi che ne supervisiona l’operato. Secondo il professor Deng Guosheng, dell’Universita’ Tsinghua di Pechino, il governo ha voluto in questo modo sottoporre i gruppi religiosi al suo controllo, pur incoraggiandoli a svolgere attivita’ caritatevoli. Per quanto concerne l’ottenimento di fondi, secondo il professor Deng, questo potra’ forse ancora essere possibile, ma risultera’, sotto la nuova normativa, molto piu’ complicato e difficile.