Corea del Nord: minaccia nucleare, ma lunedì tutto regolare

Pubblicato il 31 Marzo 2013 18:20 | Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2013 9:25
Corea del Nord, ultima minaccia: "Rafforzeremo l'arsenale nucleare"

Kim Jong-un (Foto Lapresse)

TOKYO – Continua a crescere la tensione sulla penisola coreana, anche se il primo segnale concreto di ostilità che la Corea comunista poteva dare non lo ha dato e il lunedì mattina al distretto industriale di Kaesong, ultimo progetto ancora in piedi di cooperazione economica congiunta tra le due Coree, il lavoro si è avviato regolarmente.

Malgrado le minacce domenicali di Pyongyang di ”rapida chiusura” e la decisione del Nord di tagliare la linea rossa militare”, non c’è stata alcuna azione conseguente. Sarà forse, notano a Seul, capitale della Corea del Sud, per il fatto che da Kaesong, attraverso i salari dei lavoratori transfrontalieri, arrivano alla disastrata economia della Corea del Nord 87 milioni di dollari l’anno.

Domenica, invece, il leader nordcoreano Kim Jong-un ha infatti promesso di rafforzare l’arsenale nucleare, aprendo i lavori della riunione plenaria del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori. Ne dà notizia l’agenzia ufficiale Kcna, secondo cui Pyongyang migliorerà il deterrente atomico ”qualitativamente e quantitativamente” per contrastare le minacce Usa.

Nel mirino del regime di Pyongyang in caso di guerra, oltre a Seul e alle basi americane nel Pacifico, ci sono anche le basi Usa in Giappone: il Rodong Sinmun, quotidiano del Partito dei Lavoratori, cita esplicitamente quelle di Misawa, Yokosuka e di Okinawa.

Kim, nel dispaccio diffuso in serata dalla Kcna, ha poi promesso di promuovere costruzione economica e sviluppo delle forze nucleari ”simultaneamente”, assicurando che la Corea del Nord lancerà altri ”satelliti”. La riunione plenaria del Comitato centrale è la prima del suo genere da settembre 2010.

Dal canto suo la Corea del Sud aveva annunciato nuove manovre militari congiunte con gli Usa per il mese aprile, dopo che sabato la Corea del Nord aveva dichiarato di essere in “stato di guerra” con Seul. Intanto gli Stati Uniti hanno inviato in Corea del Sud alcuni caccia F-22. I jet sono arrivati domenica nelle basi americane nel sud della penisola coreana: di solito fanno base in Giappone, a Kadena. Lo scrive il Wall Street Journal, citando alcune fonti del Dipartimento della Difesa: “Si tratta dell’ultima dimostrazione” da parte americana “delle avanzate capacità militari come mezzo per scoraggiare le provocazioni dalla Corea del Nord”.

A dispetto dei venti di guerra e delle dichiarazioni bellicose, lunedì mattina non si è verificato alcun intoppo al distretto industriale di Kaesong. Il ministero dell’Unificazione sudcoreano ha riferito che il Nord ha dato il via libera al piano giornaliero sul movimento di persone e merci attraverso il Comitato di gestione dell’area (Kidmac), ufficio congiunto composto dai rappresentanti delle parti coinvolte.

”Il Nord ha dato l’approvazione ad attraversare il confine a 352 sudcoreani alle ore 8:30 del mattino”, ha detto un funzionario del ministero citato dall’ agenzia Yonhap, secondo cui 853 persone dovrebbero nel complesso raggiungere il distretto a fronte di 355 rientri. Tra i lavoratori del Sud è aumentata la preoccupazione a causa delle tensioni accresciute nella penisola con le reazioni del Nord legate alle sanzioni dell’Onu per il terzo test nucleare del 12 febbraio e le manovre militari congiunte in corso (denominate ‘Foal Eagle’), condotte da Seul e Washington.

Kaesong, di la Corea del Sud ha chiarito di non volere in alcuno modo modificare il funzionamento, genera ogni anno nelle casse nordcoreane flussi da 87 milioni di dollari, in prevalenza grazie ai salari dei circa 53.000 lavoratori impiegati, fornendo supporto a oltre 250.000 persone, includendo anche i familiari. Il complesso, di cui il colosso Hyundai è capofila e che coinvolge 123 aziende, è il fiore all’occhiello nato dal vertice del 2000 a Pyongyang tra il ‘caro leader’ Kim Jong-il e la controparte sudcoreana, il presidente Kim Dae-jung.

Lunedì si apre invece a Pyongyang l’Assemblea suprema del popolo, il parlamento del Nord, convocata a ridosso del primo anniversario (che cade l’11 aprile) della nomina di Kim Jong-un alla carica di primo segretario.