Droni contro i criminali comuni: arrestati ladri di bestiame

Pubblicato il 20 Dicembre 2011 - 00:25 OLTRE 6 MESI FA

NORTH DAKOTA – Negli Stati Uniti i droni sono usati anche dalla polizia per i normali criminali. I droni, sofisticati velivoli controllati a distanza, hanno rivoluzionato l’arte della guerra. Sempre all’avanguardia in fatto di tecnologia militare, gli Stati Uniti hanno più di tutti saputo sviluppare la tecnica ed adoperarla nelle varie zone del mondo che li vedono implicati militarmente. L’individuazione e l’esecuzione di Bin Laden non avrebbero potute accadere senza il drone RQ170.

L’esercito iraniano ne ha abbattuto recentemente, il 4 dicembre 2011, uno dello stesso tipo, dispiegato senz’altro per spiare le attività nucleari di Tehran. I droni statunitensi sono dispiegati in particolare sul fronte dei conflitti «non convenzionali», in Afghanistan e soprattutto nelle regioni frontaliere del Pakistan (qualcuno ha addirittura parlato di una «drone war» a proposito del Pakistan).

Ma oggi qualcosa è cambiato. Per la prima volta, da quanto è dato sapere, gli Stati Uniti hanno adoperato dei droni non contro dei terroristi annidati nelle impervie montagne delle regioni tribali o contro un regime nemico come quello degli ayatollah, bensì sul suolo americano, contro dei cittadini americani . Per la precisione contro dei ladri di bestiame.

Questa è la notizia sorprendente che per primo il Los Angeles Times ha divulgato. Stando alla testata, la polizia del Nord Dakota, nell’estate scorsa, ha proceduto al primo arresto di un cittadino americano con l’ausilio di un Drone (l0MQ1 Predator, adoperato attualmente in Afghanistan, Yemen e Iraq). La ragione dell’intervento? Incredibile ma vero, tre uomini, accusati di furto di bestiame (per la precisione sei mucche, per un valore totale di 6000 dollari) si erano opposti, le armi in pugno, all’ingresso dello sceriffo della contea di Nelson Kelly Janke nel loro ranch.

Lo sceriffo ha allora chiesto l’intervento del velivolo automatizzato. Il quale, sorvolando la vasta proprietà, ha individuato i sospetti e, grazie ai suoi sensori, ha indicato ai poliziotti il momento in cui essi avevano infine lasciato le armi. Questo ha permesso alle forze dell’ordine di intervenire nel ranch ed arrestare i tre uomini senza dover sparare nemmeno un colpo. La polizia ha affermato in seguito di avere già usato negli ultimi mesi, per almeno una ventina di voli di sorveglianza, dei droni Predator, i quali appartengono al Servizio della protezione delle Frontiere e sono abitualmente incaricati di individuare i trafficanti di droga e gli immigranti illegali.

I droni sono stati utilizzati dalla polizia senza dover chiedere il mandato di un giudice. Una decisione della Corte Suprema di qualche anno fa prevede che tutto quello che è visibile dall’aria, si tratti pure di proprietà privata, può essere spiato dalla polizia. Ma questa decisione faceva senz’altro riferimento ad elicotteri ed aerei, i quali, a differenza dei droni, non possono spiare per ore ed ore pressoché invisibili, senza fare rumore.

La radicale nuova potenza dell’intrusività della polizia comune ha messo dunque in allarme i difensori dei diritti individuali negli Stati Uniti. Qualcuno già insorge, ma la notizia dei ladri di bestiame catturati grazie a dei droni predator non sembra scuotere più di tanto le coscienze e nemmeno il Congresso sembra deciso ad interessarsi alla questione.