Egitto, allerta tra le aziende giapponesi: Nissan ferma la produzione

Pubblicato il 31 Gennaio 2011 9:04 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2011 9:29

EGITTO – Le aziende giapponesi hanno iniziato a prendere misure concrete per la sicurezza dei propri dipendenti in Egitto, sospendendo le attività produttive e bloccando le trasferte nel Paese, dove non si placano le manifestazioni di protesta contro il presidente Hosni Mubarak.

La casa automobilistica nippo-francese Nissan ha annunciato di aver fermato da ieri la produzione nel suo impianto a Giza, a sudovest del Cairo, una misura precauzionale decisa per proteggere i lavoratori. Lo stop delle attività nel piccolo impianto, dove ogni anno sono assemblati circa 10.000 veicoli tra auto e furgoni, sara’ in vigore almeno fino a giovedì.

L’azienda, secondo cui finora non si sono registrati danni a persone o cose nell’impianto, ha inoltre ordinato ai suoi quattro dipendenti nipponici di lasciare il Paese al piu’ presto. Anche altre compagnie del Sol Levante attive in Egitto si sono mobilitate per gestire la situazione di emergenza: Toyota, che ha in programma di avviare in Egitto dal 2012 la produzione di veicoli 4×4, ha annullato tutte trasferte di lavoro pianificate nel Paese arabo, facendo sapere di seguire ”con estrema attenzione” gli eventi in corso.

Analoghe misure sono state decise da altre multinazionali, come quelle dell’elettronica: Panasonic, che ha un ufficio di rappresentanza al Cairo, ha bloccato fino a nuovo ordine le trasferte in Egitto, Giordania e Yemen, Hitachi ha invitato a non recarsi nel Paese se non in casi di emergenza, mentre Toshiba ha allertato i dipendenti in Medio Oriente chiedendo la massima prudenza operativa. Quest’ultima, al momento, non ha intenzione di modificare i piani, definiti proprio a gennaio, per la costruzione di uno stabilimento di produzione delle tv a cristalli liquidi.