Flottiglia: tre dei turchi uccisi cercavano il martirio

Pubblicato il 2 Giugno 2010 15:36 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2010 15:38

Ali Haydar Bengi, una delle vittime

Tre dei quattro turchi uccisi nell’attacco israeliano alla flottiglia pacifista volevano il martirio. A renderlo noto è il quotidiano turco “Milliyet” che ha raccolto diverse testimonianze di amici e familiari delle vittime.

Il giornale ha intervistato, tra gli altri, la moglie di Ali Haydar Bengi, 39 anni, padre di quattro figli, un passato da studente all’Universita’ Al-Azhar del Cairo, uno dei principali centri di insegnamento religioso dell’islam sunnita.

Bengi era il proprietario di di un negozio di assistenza tecnica per cellulari a Diyarbakir, nel sud-est della Turchia, una delle città che conta la maggior presenza di curdi. “Aiutava gli oppressi. Da anni desiderava di andare in Palestina e pregava costantemente affinche’ diventasse un martire”, ha raccontato la donna al quotidiano turco.

Un’altra vittima, Ali Ekber Yaratilmis di 55 anni è descritto dal quotidiano come un pensionato padre di cinque figli che ha dedicato tutta la sua vita al volontariato. “Era su quella nave per aiutare – ha raccontato un suo amico – e raccontava spesso che voleva morire da martire”.

La terza vittima è Ibrahim Bilgen, 61 anni, ingegnere in pensione e padre di sei figli. A ricordarlo è un suo fratellastro che lo descrive come un militante del partito islamico della felicità. “Allah – spiega il fratellastro – gli ha dato la morte che Ibrahim desiderava”.