Immigrazione, Papa: “Le leggi favoriscano l’integrazione”

Pubblicato il 28 Maggio 2010 - 12:49 OLTRE 6 MESI FA

Benedetto XVI

Le “disposizioni legislative” e le “prassi amministrative” devono favorire “l’accoglienza e l’integrazione” degli immigrati “consentendo occasioni di ingresso nella legalità, favorendo il giusto diritto al ricongiungimento familiare, all’asilo e al rifugio”. Lo ha affermato Benedetto XVI ricevendo il 28 maggio in udienza i partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. “L’avvenire delle nostre società poggia sull’incontro tra i popoli, sul dialogo tra le culture nel rispetto delle identità e delle legittime differenze” ha detto loro Benedetto XVI, che ha sottolineato come i diritti fondamentali della persona possano essere “il punto focale dell’impegno di corresponsabilità delle istituzioni nazionali e internazionali”.

“Responsabilità condivise”. “Purtroppo – ha ammonito il Papa – assistiamo al riemergere di istanze particolaristiche in alcune aree del mondo, ma è pur vero che ci sono latitanze ad assumere responsabilità che dovrebbero essere condivise”. Inoltre, ha aggiunto, “non si è ancora spento l’anelito di molti ad abbattere i muri che dividono e a stabilire ampie intese, anche mediante disposizioni legislative e prassi amministrative che favoriscano l’integrazione, il mutuo scambio e l’arricchimento reciproco”.

“Ingresso nella legalità per contrastare il traffico di persone”. Secondo Benedetto XVI, “prospettive di convivenza tra i popoli possono essere offerte tramite linee oculate e concertate per l’accoglienza e l’integrazione, consentendo occasioni di ingresso nella legalità, favorendo il giusto diritto al ricongiungimento familiare, all’asilo e al rifugio, compensando le necessarie misure restrittive e contrastando il deprecabile traffico di persone”.

L’importanza della famiglia per il dialogo tra popoli. “Proprio qui, ha concluso, le diverse organizzazioni a carattere internazionale, in cooperazione tra di loro e con gli Stati, possono fornire il loro peculiare apporto nel conciliare, con varie modalità, il riconoscimento dei diritti della persona e il principio di sovranità nazionale, con specifico riferimento alle esigenze della sicurezza, dell’ordine pubblico e del controllo delle frontiere”. Il Pontefice ha rinnovato quindi il suo appello anche per “l’apertura alla vita” e per le “politiche in favore della centralità e integrità della famiglia”, istituzione quest’ultima che, nello “scenario” dell’incontro e del dialogo tra popoli e culture diversi, “mantiene il suo ruolo fondamentale”.

“I diritti di pari passo con i doveri”. “L’acquisizione di diritti” da parte degli immigrati “va di pari passo con l’accoglienza di doveri” ha sottolineato Benedetto XVI, che ha ricordato come la circolazione delle persone “è da tempo oggetto di convenzioni internazionali, che mirano a garantire la protezione dei diritti umani fondamentali e a combattere la discriminazione, la xenofobia e l’intolleranza. Si tratta di documenti che forniscono principi e tecniche di tutela sovranazionali”. “E’ apprezzabile – ha aggiunto – lo sforzo di costruire un sistema di norme condivise che contemplino i diritti e i doveri dello straniero, come pure quelli delle comunità di accoglienza, tenendo conto, in primo luogo, della dignità di ogni persona umana, creata da Dio a sua immagine e somiglianza”.