India, stuprata a morte: non ce l’ha fatta la studentessa violentata sul bus

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 29 Dicembre 2012 0:04 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2014 16:40
India, stuprata a morte: non ce l'ha fatta la studentessa violentata sul bus

Le proteste in India contro gli stupri di gruppo (Foto Lapresse)

ROMA – Stuprata a morte. Non ce l’ha fatta la studentessa indiana di 23 anni finita in un ospedale a Singapore dopo essere stata massacrata di botte e violentata.

Due settimane fa era stata picchiata con delle sbarre di ferro e poi stuprata per un’ora da sei uomini su un autobus che passava in un quartiere bene di New Delhi. Trasferita d’urgenza al Mount Elizabeth Hospital di Singapore dopo un primo ricovero a Delhi, la sera del 29 dicembre è morta.

Ha lottato per la vita”, ha detto il direttore operativo dell’ospedale, Kelvin Loh, ma “i traumi subiti erano troppo seri”.

La vicenda della giovane, massacrata di botte, stuprata e poi gettata da un autobus in corsa, ha fatto il giro del mondo, oltre che dell’India poco propensa a commuoversi per storie di donne violate. 

Sonia Gandhi, presidente del Partito del Congresso, ha chiesto ”una rapida azione della giustizia”. Molte persone sono scese in strada a protestare contro la violenza subita dalla ragazza.

Le manifestazioni si sono fatte sentire tanto da spingere il premier indiano Manmohan Singh ad ordinato un’inchiesta ufficiale sulla violenza di gruppo sulla giovane, ha promesso nuove leggi per proteggere le donne e anche di comminare pene più dure per i crimini a sfondo sessuale.

Il governo indiano ha anche annunciato una banca dati (accessibile online) con i nomi, le foto e gli indirizzi delle persone condannate per reati sessuali.

Intanto, nella più “moderna” Italia, qualcuno avrebbe forse detto che se l’è cercata…