Iran, nel nuovo codice penale niente lapidazione per le adultere

Pubblicato il 14 Febbraio 2012 16:45 | Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio 2012 20:38

TEHERAN – Un nuovo codice penale islamico senza lapidazione per le adultere né impiccagioni per i minori anche dopo che hanno compiuto i 18 anni. Si presenta così la riforma del codice in discussione da anni tra il Parlamento ed i vertici dell’establishment politico-religioso iraniano, ed il cui travagliato percorso sembra essere giunto alla fine. Anche se a darne conto finora sono solo alcune indiscrezioni sui media.

A riferirne è per esempio il sito Khabaronline, di area conservatrice, secondo il quale il nuovo codice ha appena passato l’ultimo vaglio del Consiglio dei Guardiani. E fra le innovazioni più importanti, rileva, vi è ”l’eliminazione o perlomeno il silenzio” sulla lapidazione.

La riforma del codice penale, informa ancora il sito di area conservatrice, dopo alcuni anni di discussione era stato inviato nella scorsa primavera al Consiglio dei Guardiani (organo che ha anche il compito di esaminare gli atti del Parlamento prima dell’entrata in vigore), il quale l’aveva rinviato al Majlis in autunno. A metà gennaio il nuovo testo, composto di 200 articoli in più di quello precedente, avrebbe avuto il via libera definitivo.

La lapidazione per adulterio – rileva comunque Khabaronline – non viene più eseguita da anni. Nel 2002, in effetti, l’allora capo del potere giudiziario emise un’ordinanza in cui invitava i magistrati a sospendere le esecuzioni per lapidazione delle adultere. Non si trattava tuttavia di una disposizione vincolante, e negli anni successivi le organizzazioni per i diritti umani denunciarono almeno una decina di casi di persone lapidate, alcuni dei quali ammessi dalla stessa autorita’ giudiziaria.

A tale pena è stata comunque condannata nel 2006 Sakineh Mohammadi Ashtiani, sulla cui sorte vi è stata una grande mobilitazione internazionale, e che ora sta scontando i 10 anni di carcere in cui è stata convertita la condanna all’impiccagione per l’omicidio del marito. A fine dicembre era uscita una notizia secondo cui la lapidazione avrebbe potuto essere per lei sostituita dall’impiccagione, ma poi un magistrato l’aveva smentita.

Fra le altre novità del nuovo codice, una significativa modifica delle norme relative al ‘diyeh’, o prezzo del sangue, ovvero la somma che i familiari della vittima di un omicidio pagano a quelli del condannato se ne viene eseguita la condanna a morte. Finora l’entità della somma per le donne era inferiore a quella per gli uomini, ma secondo le nuove norme il governo sarebbe ora tenuto a pagare la differenza.

Le altre novità del nuovo codice, che sempre secondo Khabaronline dovrebbe avere una prima applicazione sperimentale, riguarderebbero anche la pena per chi è responsabile di stupro, reato che comporta l’impiccagione, e l’abolizione della pena di morte per i reati commessi dai minori, che finora veniva eseguita, salvo perdono della parte offesa, dopo il compimento dei 18 anni.

Su quest’ultimo tema il quotidiano Sharq aveva riportato le dichiarazioni di Amin Hossein Rahimi,  portavoce della commissione per gli affari legali in Parlamento che ha ratificato le nuove norme. In base alla legge finora in vigore, i minori sono considerati punibili sopra i nove anni nel caso delle bambine (eta’ del matrimonio di una delle mogli di Maometto) e sopra i 15 per i ragazzi. In futuro i più giovani dovrebbero essere invece affidati alle famiglie, e gli altri a istituti di rieducazione. Senza più lo spettro del cappio al collo all’arrivo della maggiore eta’, il dramma di tanti raccontato nel film ‘A Beautiful City’ (2004) del regista Asghar Farhadi.