La Libia si ribella al colonnello, Gheddafi parla in tv: bombardamenti sui manifestanti, 250 morti

Pubblicato il 22 Febbraio 2011 1:16 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2011 1:36

Muammar Gheddafi

TRIPOLI (LIBIA) – Caccia ai manifestanti, bombardamenti, militari nel caos: la Libia si ribella al colonnello Muammar Gheddafi che resta arroccato per ora al suo potere, mentre le forze aeree bombardano Tripoli dall’alto, sui manifestanti, scesi in migliaia in piazza Verde a Tripoli per protestare dopo un crescendo durato cinque giorni e partito da Bengasi. Due caccia libici Mirage sono atterrati a Malta, fuggiti perché costretti a fare fuoco sui manifestanti a Bengasi e si rincorrono le voci di una fuga in Venezuela del rais, anche se smentite, dopo che nelle strade è stato sparso il sangue di 250 vittime solo a Tripoli. In tarda notte Gheddafi è apparso sulla tv di stato per ribadire che si trova ancora a Tripoli e non è fuggito.

E’ stato il discorso del figlio del rais a scatenare la furia dei libici: “Fermatevi o sarà guerra civile”. Il ministro della giustizia, Mustafa Mohamed Abud Al Jeleil, ha dato le dimissioni. Anche dentro l’esercito ribollono le tensioni, al punto da poter prevedere che il capo di stato maggiore aggiunto, El Mahdi El Arabi, possa dirigere un colpo di stato militare contro Gheddafi per mettere fine ai disordini. Polizia e forze di sicurezza sono fuggite in massa da al-Zawiya, località della Libia occidentale situata qualche decina di chilometri a ovest di Tripoli, lungo l’arteria che conduce alla frontiera con la Tunisia.

01:32 Gheddafi appare in diretta tv: “Sono a Tripoli, non sono fuggito in Venezuela”. Intervento brevissimo del leader libico per smentire le “bugie” dei media che lo volevano in fuga dalla Libia.

21.14 Anche la nave della marina militare Elettra e’ stata mobilitata per far fronte alla emergenza. Lo ha confermato, rispondendo ad una domanda dei giornalisti, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, oggi ad Abu Dhabi per una visita ufficiale.

20.51 Sanguinosi scontri si sono svolti oggi nei quartieri Tajura e Fashlum di Tripoli, hanno rivelato abitanti del quartiere contattati telefonicamente, che hanno parlato di ”massacri”.

20.46 Affida a una nota il suo commento per la situazione in Libia il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Dopo aver detto che non ha sentito l’amico libico Muammar Gheddafi per non “disturbare” adesso dice che ”segue con estrema attenzione e preoccupazione l’evolversi della situazione in Libia e si tiene in stretto contatto con tutti i principali partner nazionali e internazionali per fronteggiare qualsiasi emergenza”. “Il Presidente Berlusconi è allarmato per l’aggravarsi degli scontri e per l’uso inaccettabile della violenza sulla popolazione civile. L’Unione Europea e la Comunità internazionale – si legge – dovranno compiere ogni sforzo per impedire che la crisi libica degeneri in una guerra civile dalle conseguenze difficilmente prevedibili, e favorire invece una soluzione pacifica che tuteli la sicurezza dei cittadini così come l’integrità e stabilità del Paese e dell’intera regione”.

20.15 Voli speciali per i rimpatri degli italiani Nella mattinata di domani 22 febbraio partirà per Tripoli un primo volo speciale, concordato con la Farnesina, che si affiancherà ai voli di linea previsti per il rientro dei connazionali, gestito in coordinamento con l’Alitalia, per consentire in tempi quando più rapidi il rientro dei connazionali che stanno confluendo gradualmente all’aeroporto della Capitale libica. La prospettiva è completare con la massima rapidità consentita il rientro dei connazionali che intendono lasciare il Paese.

19.40 Il vice-ministro degli esteri libico Khalid Kayem ha smentito informazioni secondo cui il colonnello Gheddafi è fuggito in Venezuela. ”E’ una notizia senza fondamento. E’ priva di qualsiasi base”, ha detto il vice-ministro alla tv di Stato.

19.38 Hanno ricevuto l’ordine di bombardare i manifestanti a Bengasi ed a quel punto hanno deciso di fuggire. E’ il racconto fatto al loro arrivo a Malta da parte dei due colonnelli dell’aeronautica libica fuggiti con due Mirage, secondo quanto hanno riferito fonti governative e militari. I due ufficiali hanno chiesto asilo politico e stanno fornendo informazioni riservate sulle attivita’ militari in corso in Libia che vengono messe a disposizione di tutti i paesi dell’Unione europea . Il loro racconto parte dalla base di Okhabrin Nafe, a Tripoli, quando ricevono l’ordine di decollare insieme ad un squadrone di aerei per andare a bombardare i dimostranti a Bengasi. Gli aerei si abbassano fino ad una quota di 500 piedi e, mentre gli altri bombardano la folla, i due piloti decidono di virare verso Malta. I due hanno detto di non aver scelto l’Italia perche’ in base al trattato italo-libico avrebbero potuto essere rimpatriati. L’aeroporto internazionale dell’isola resta in stato di allerta perche’, secondo fonti non ufficiali, c’e’ la possibilita’ di altre defezioni da parte di militari dell’aeronautica libica, mentre elicotteri privati civili stanno scappando dai campi petroliferi del paese. Quasi contemporaneamente ai due Mirage sono giunti a La Valletta due elicotteri civili con a bordo sette persone, di cui una sola con i documenti, che hanno detto di essere Francesi, dipendenti di una compagnia petrolifera in Libia.