Nigeria, tre marinai della italiana Asso Ventuno rapiti dai pirati

Pubblicato il 24 Dicembre 2012 17:31 | Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio 2013 8:30
Nigeria, tre marinai italiani della Asso Ventuno rapiti dai pirati

Pirati in Nigeria

LAGOS – Quattro marinai di una nave italiana sono stati rapiti dai pirati in Nigeria. Tra loro il comandante, due marinai ed un quarto ostaggio di cui non è stato possibile identificare la nazionalità. Questo l’equipaggio a bordo della Asso Ventuno, della compagnia Augusta Offshore.

Il comandante Emiliano Astarita, 37 anni, originario di Piano di Sorrento (Napoli), e il suo equipaggio sono stati sorpresi dai pirati nel pomeriggio del 23 dicembre nelle acque nigeriane, ma il 24 la Farnesina ha confermato il sequestro.

La Farnesina ha detto che non ci sono feriti e che la nave è stata rilasciata ed è approdata in un luogo sicuro. La marina nigeriana dal canto suo ha fatto sapere che sono immediatamente scattate le ricerche dei quattro membri dell’equipaggio.

Secondo quanto riferisce l’International Maritime Bureau, l’attacco è avvenuto al largo dello Stato di Beyelsa e gli assalitori sono fuggiti dopo aver sequestrato i quattro uomini. Gli altri marinai sono riusciti a mettersi in salvo.

La Farnesina sta cercando di tranquillizzare le famiglie dei sequestrati, assicurando che sarà fatto tutto per “garantire l’incolumità dei tre”.

L’assalto

L’assalto al rimorchiatore Asso 21 è avvenuto ad opera di un commando formato da sette persone armate. Lo ha raccontato l’armatore. L’azione risale alle 19.45 del 23 dicembre quando l’Asso 21 era in navigazione da Erha Field a Onne. La nave italiana è stata raggiunta da un mezzo veloce con a bordo sette persone di presunta nazionalità nigeriana. Il commando ha forzato una porta obbligando tutto l’equipaggio a riunirsi sul ponte per poi derubarlo degli effetti personali.

Dopo essere saliti a bordo i pirati hanno intimato all’equipaggio di dirigere la nave verso la costa affinché si potesse incontrare con due scafi che li attendevano. Quindi hanno fatto scendere i quattro membri dell’equipaggio caricandoli a bordo dei loro mezzi e portando con sé anche gli effetti personali derubati. Partendo, hanno detto che si sarebbero fatti vivi tramite il comandante per concordare le condizioni del rilascio dei quattro.