Papa Francesco in Africa tra guerre, terrorismo e… zanzare

Papa Francesco in Africa tra guerre, terrorismo e... zanzare
Papa Francesco in Africa (Foto Lapresse)

NAIROBI – Nonostante gli avvertimenti dei servizi segreti francesi, nonostante gli attentati in Mali della settimana scorsa, papa Francesco è arrivato in Africa. Partito dall’aeroporto di Fiumicino intorno alle 7 di mercoledì 25 novembre, è atterrato alle 14 circa a Nairobi.

Il Kenya è la prima tappa del suo viaggio, che in cinque giorni lo porterà in Uganda e in Repubblica Centrafricana. Qui, nella capitale Bangui, papa Francesco inaugurerà il Giubileo Africano dalla porta santa della cattedrale, per poi dare il via ufficiale all’anno santo della Misericordia l’8 dicembre in San Pietro.

L’allerta è massima: oltre 25mila agenti e 3mila caschi blu delle Nazioni Unite sono mobilitati per proteggere il pontefice, che invece rifiuta auto blindate e giubbotti antiproiettili e si dice preoccupato soltanto delle zanzare, e ai giornalisti che lo hanno accompagnato in aereo ha detto: “Al termine del viaggio vi spiegherò perché ci tenevo tanto a farlo”. Papa Bergoglio non vuole rinunciare al contatto diretto con il popolo, e girerà in papamobile scoperta. 

Il Papa rientrerà in Italia il 30 novembre. Prima di allora, durante la sua tappa in Uganda, potrebbe incontrare gli attivisti gay che gli hanno chiesto udienza. In quel Paese l’omosessualità è reato, e alcuni omosessuali cattolici sperano in un segnale dal pontefice.

 

 

 

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