Ratzinger, il biografo: “Cieco da un occhio, smagrito, stanchissimo”

Pubblicato il 18 Febbraio 2013 12:11 | Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2013 12:12
Ratzinger, il biografo: "Cieco da un occhio, smagrito, stanchissimo"

Joseph Ratzinger (Foto Lapresse)

CITTA’ DEL VATICANO – Un Papa cieco da un occhio, con l’udito scarso, smagrito, stanchissimo: è il ritratto di Joseph Ratzinger fatto dal suo biografo, Peter Seewald. 

Lo scrittore racconta l’ultimo incontro con Benedetto XVI, dieci settimane fa. Uno dei colloqui finalizzati alla biografia papale. In quell’occasione Seewald si trova davanti un Papa stanchissimo:

“l’udito era calato; l’occhio sinistro non vedeva più; il corpo smagrito, tanto che i sarti facevano fatica a tenere il passo con nuovi abiti. È diventato molto delicato, ancora più amabile e umile, del tutto riservato. Non appare malato, ma la stanchezza che si era impossessata di tutta la sua persona, corpo e anima, non si poteva più ignorare”.

“Mai lo avevo visto così esausto, così prostrato. Con le ultime forze rimaste aveva portato a termine il terzo volume della sua opera su Gesù, “il mio ultimo libro”, come mi ha detto con sguardo triste al momento dei saluti. Joseph Ratzinger è un uomo incrollabile, una persona capace sempre di riprendersi rapidamente. Mentre due anni addietro, malgrado i primi disturbi dell’età, appariva ancora agile, quasi giovanile, ora percepiva ogni nuovo raccoglitore che approdava sulla sua scrivania da parte della Segreteria di Stato come un colpo”.

Nel suo racconto, pubblicato dal Corriere della Sera, Seewald ricorda che ad agosto, durante un colloquio a Castel Gandolfo, aveva chiesto al Papa quanto lo avesse colpito l’affare Vatileaks. “Non mi lascio andare a una sorta di disperazione o di dolore universale, aveva risposto il Papa, semplicemente mi appare incomprensibile. Anche considerando la persona (Paolo Gabriele, ndr ), non capisco cosa ci si possa aspettare. Non riesco a penetrare la sua psicologia”.

A fargli più male, secondo il racconto del suo biografo, fu il fallimento “dei suoi preti” accusati di pedofilia. 

“Cosa ci si deve ancora aspettare da Sua Santità, dal Suo pontificato?”, gli ho chiesto. “Da me? Da me non molto. Sono un uomo anziano e le forze mi abbandonano. Penso che basti ciò che ho fatto”.