Thailandia. "Tensioni internazionali" dietro le esplosioni a Bangkok

Pubblicato il 15 Febbraio 2012 9:10 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2012 13:07

BANGKOK – Le esplosioni avvenute il 14 febbraio nel centro di Bangkok, nelle quali e' rimasto gravemente ferito un uomo in possesso di un passaporto iraniano, sarebbero legate alle ''tensioni internazionali''. Lo ha detto un alto responsabile dei servizi di sicurezza tailandesi.

''L'incidente accaduto ieri e' stato provocato dalle attuali tensioni internazionali della politica mondiale'', ha affermato il capo della polizia Wichean Potephosree, segretario generale del Consiglioi nazionale di sicurezza.

Erano diplomatici israeliani l'obiettivo delle esplosioni di ieri a Bangkok, messe a segno da tre iraniani, uno dei quali e' rimasto ferito nell'attentato. Lo riferisce un alto responsabile dell' informazione thailandese.

''Questo gruppo di tre iraniani e' una squadra di assassini e i suoi obiettivi sono dei diplomatici israeliani, tra cui lo stresso ambasciatore'', ha aggiunto la stessa fonte.

Il piano degli attentatori – secondo il funzionario thailandese – era di applicare una bomba ad un'automobile con targa diplomatica. Una persona con passaporto iraniano e' rimasta ferita nelle esplosioni, che Israele ha immediatamente ricondotto agli attentati in India e in Georgia, accusando Teheran.

L'uomo e' stato ferito alle gambe da un ordigno esplosivo che aveva lanciato sulla polizia, dopo altre due precedenti esplosioni. Un cittadino iraniano e' stato arrestato piu' tardi all'aeroporto internazionale di Bangkok, mentre un terzo sarebbe fuggito in Malesia, secondo la polizia.

l portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast, ha negato che vi sia alcun legame con l'esplosione di Bangkok e ha accusato ''elementi legati al regime sionista'' di esserne responsabili. Lo afferma la tv di Stato iraniana.

Mehmanparast – riporta il sito dell'emittente – ''ha rigettato le accuse del regime sionista quando ad un coinvolgimento (dell'Iran) nell'esplosione di Bangkok e ha accusato questo di voler sabotare le relazioni storiche di amicizia tra l'Iran e la Thailandia''.

Gli investigatori thailandesi stanno esaminando se esistano possibili nessi tra le esplosioni di ieri a Bangkok e i recenti attentati contro le ambasciate israeliane in India e in Georgia. Lo afferma un funzionario della sicurezza thailandese. Una delle esplosioni aveva interessato un appartamento dove risiedeva, in affitto, il cittadino iraniano ferito poco dopo in un altro scoppio. La polizia ha poi rinvenuto all'interno dell'appartamento altro materiale esplosivo.

Al termine di un summit dei responsabili thailandesi della sicurezza, il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza Wichian Posphosri ha detto ai giornalisti che tra il materiale trovato vi sarebbe un magnete simile a quelli usati negli ordigni usati in India e Georgia.

Il ferito, Saeid Moradi, ha perso una gamba nell'esplosione, mentre l'altra gli e' stata amputata in ospedale. Gli altri due uomini del gruppo, quello arrestato all'aeroporto e quello riuscito a fuggire in Malesia, condividevano con lui l'appartamento di Bangkok.

I due iraniani sospettati di essere coinvolti nelle esplosioni di ieri a Bangkok, attribuite da Israele all'Iran, sono stati incriminati. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri thailandese, Surapong Tovichakchaikul che non ha voluto parlare di ''atto terroristico'' pur riconoscendo circonstanze ''simili'' agli attacchi a diplomatici israeliani in India.

''Sono stati incriminati per aver causato un'esplosione illegale in un luogo pubblico e tentato omicidio di ufficiale (di polizia) e di membri del pubblico'', ha detto il ministro.

Nelle esplosioni di ieri un cittadino iraniano, identificato come Said Morati, 28 anni, e' rimasto gravemente ferito, l'altro e' stato arrestato in serata all'aeroporto internazionale di Bangkok, mentre un terzo sarebbe fuggito in Malesia, secondo la polizia.