Usa. Kosher sex toys, lo shop online per ebrei ortodossi

Pubblicato il 26 Settembre 2011 - 23:28 OLTRE 6 MESI FA

NEW YORK, 25 SET – Nessuna immagine 'volgare', un'impaginazione sobria e un linguaggio dignitoso, attento a non offendere il senso del pudore. Arriva su internet 'KosherSexToys.net', il negozio online per gli ebrei ortodossi che sognano una vita intima piu' 'frizzante' ma non vogliono andare contro i dettami della loro religione.

Il sito lancia una serie di giochi erotici creati appositamente per le persone di religione ebraica senza violare lo Shabbat. E gia' infuriano le polemiche, in una citta' come New York in cui la comunita' ebraica e' molto numerosa. E che sull'iniziativa si e' gia' divisa.

''Non c'e' nulla di male ad usare un vibratore'', spiega il fondatore di 'KosherSexToys' Gavriel, 25 anni, di Lakewood, New Jersey, che non vuole far sapere il proprio cognome per discrezione verso la comunita' Jewish di cui fa parte. Gavriel racconta che c'e' in progetto anche una linea di lingerie, che arrivera' in vendita online non appena avra' trovato un'idea per presentare i capi senza modelle.

''Ci sono numerosi siti e negozi dove comprare un gioco che aiuta il piacere e' imbarazzante per le persone di fede ebraica – si legge sulla homepage dello store di Gavriel – La nostra idea e' nata proprio da questo. Non privare la gente della voglia di rendere piu' movimentato il rapporto con il proprio coniuge, senza andare contro il nostro credo''. Non tutti pero' sono accordo sul fatto che il sito sia in linea con i dettami 'kosher'.

''Non c'e' nulla da commentare, ne' sull'iniziativa, ne' su chi l'ha proposta. E' inaccettabile'', dice Isaac Abraham, leader della comunita' ultra-ortodossa Hasidic. C'e' invece chi sostiene che i sex-toys, se utilizzati in modo rispettoso, senza richiamare un'idea di sessualita' sfrontata e volgare, non violino nessun dettame. Secondo il rabbino Shmuley Boteach, autore del libro 'Sesso Kosher', l'idea diffusa della contraddizione tra ebrei ortodossi e prestazioni 'stravaganti' e' uno stereotipo dallo scarso fondamento: la nostra religione – spiega – non impedisce l'uso degli strumenti per il piacere, purche' non si vada contro i fondamenti del credo. Quindi niente immagini allusive o nomi 'piccanti', o riferimenti e allusioni al sesso tra persone dello stesso sesso. ''Sesso e matrimonio non sono necessariamente incompatibili – assicura il rabbino, che con il suo libro ha scatenato molte polemiche – Occorre saper leggere i testi della tradizione tra le righe. E un buon legame per la vita si basa anche sull'intesa tra le lenzuola''. L'iniziativa di Gavriel sta comunque gia' riscuotendo parecchio successo. E c'e' da giurare che le polemiche sono destinate a continuare.