Usa, praticava aborti clandestini e soprimeva bimbi nati vivi: rischia pena morte

Pubblicato il 14 Maggio 2013 - 06:00 OLTRE 6 MESI FA
Kermit Gosnell

Kermit Gosnell

NEW YORK  – In America lo hanno ribattezzato il ”medico degli orrori”: Kermitt Gosnell, oggi 72 anni, praticava aborti in una clinica di Philadelphia ricorrendo a metodi che l’accusa non ha esitato a definire ‘‘barbarici”. Ora l’uomo è stato dichiarato colpevole di tre omicidi volontari, quello di tre neonati, e di uno colposo.

Agghiaccianti i particolari emersi dal processo che ha scioccato gli Stati Uniti. Gosnell, praticava aborti fuori dai termini previsti dalla legge americana, 24 settimane, e sopprimeva anche bambini nati vivi. Ricorreva allo ‘snipping’ (il taglio con le forbici della colonna vertebrale dei neonati) e conservava feti congelati e ridotti a brandelli in confezioni di succo di frutta o scatole di scarpe.

A scoprire il tutto fu l’Fbi, per caso, quando nel 2010 entrò nella clinica, la Women’s Medical Society di Phladelphia, per una vicenda legata all’uso di medicinali illegali. Raccapricciante lo scenario che i federali si trovarono di fronte: locali sporchi di sangue, feci e urina di gatti, donne semi-coscienti abbandonate in una sala, strumenti operatori obsoleti, arrugginiti e non sterilizzati. Dalle testimonianze è venuto fuori che una delle tecniche abortiste utilizzate da Gosnell era quella di far partorire in anticipo le donne facendole sedere sul water, in modo da far cadere il feto direttamente nell’acqua. Sempre secondo i testimoni, il dottore era addirittura solito ironizzare sui feti appena uccisi. Ora insieme a lui, a rischiare pene pesantissime sono anche nove dipendenti della clinica degli orrori, che hanno aiutato Gosnell, o che sapevano e hanno taciuto.