Corvo in Vaticano, via al processo “storico” sulla fuga di documenti

Pubblicato il 29 settembre 2012 15:20 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2012 15:20

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CITTA’ DEL VATICANO – Per la prima volta nello Stato della Città del Vaticano si celebra un processo vero e proprio. Imputati Paolo Gabriele, ex maggiordomo del Papa. Per Claudio Sciarpelletti, informatico che lavora in Vaticano, il Tribunale del Vaticano ha accolto la richiesta di separare il procedimento.

Paolo Gabriele, è accusato di furto aggravato mentre Sciarpelletti di favoreggiamento. A giudicare Gabriele e Sciarpelletti un collegio composto da Giuseppe Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, presidente del tribunale vaticano e rettore dell’università Lumsa, dal professor Paolo Papanti Pelletier e dal giudice aggiunto Venerando Marano. A ricoprire il ruolo dell’accusa, come già nella fase istruttoria, sarà il promotore di giustizia vaticano Nicola Picardi.

La prima udienza si è conclusa sabato mattina. Presente in aula Gabriele, mentre l’imputato Sciarpelletti è stato rappresentato dal suo avvocato, ha reso noto la Sala Stampa della Santa Sede. Tra i testimoni a carico dell’ex maggiordomo c’è anche il segretario personale di Benedetto XVI, monsignor Georg Gaenswein.

La perizia psichiatrica su Paolo Gabriele, accusato di essere il corvo del Vaticano, è stata effettuata con il metodo Rorschach. Si tratta di uno dei test psicologici più noti ed antichi: una serie di macchie di inchiostro viene mostrata al paziente, il quale deve dire cosa quelle macchie gli sembra che rappresentino. In base alle risposte date, lo psicologo o psichiatra delinea la personalità del paziente.

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