Whakaari, il vulcano “drammatico” dei maori. Nessuno è sopravvissuto sull’Isola bianca

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Dicembre 2019 19:45 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2019 8:42
Whakaari, il vulcano "drammatico" dei maori. Nessuno è sopravvissuto sull'Isola bianca

Il vulcano Whakaari in Nuova Zelanda (Ansa)

ROMA – Sull’isola bianca non ci sono più “segni di vita”. White Island, così l’esploratore inglese James Cook l’aveva battezzata costeggiandone i bordi nel 1769. Era stato attratto dalla nuvola bianca che l’avvolgeva ma non aveva riconosciuto il vulcano. I maori, che lo conoscevano, gli avevano dato il nome di Whakaari, il “vulcano drammatico”. 

Oggi la sua ultima disastrosa eruzione (5 i morti accertati ma si teme una ventina)  a tre anni dall’ultima. Dagli elicotteri è arrivato il responso definitivo: nessuno dei turisti presenti sull’isola è sopravvissuto, “non ci sono segni di vita”.

E del resto l’isola è uno scoglio di un paio di km di diametro, sebbene la parte emersa non sia altro che la cima instabile di una montagna sottomarina, un iceberg di pietra. E zolfo, la cui estrazione agli inizi del secolo sembrava promettere bene finché, a intermittenza, non veniva giù tutto.

Perché questo vulcano, anzi, uno stratovulcano, è noto per le sue eruzioni sia esplosive, quando il sasso salta come un tappo, sia effusive, con le lente colate di materiali abissali. L’isola non conosce requie negli stati di allerta. Da 150mila anni, a una cinquantina di km dalla Nuova Zelanda, il fuoco è sempre acceso nella fornace dell’isola perduta nella baia dell’Abbondanza. (fonte Ansa)