Alex Manna confessa l'omicidio di Zoe Trinchero: "L'ho presa a pugni senza un perchè..." (foto Ansa-Blitzquotidiano)
“Abbiamo discusso, le ho dato un pugno, forse più pugni, io facevo boxe. Non so perché. Comunque non l’ho buttata giù nel canale, l’ho solo lasciata cadere”. La confessione di Alex Manna, 20 anni ancora da compiere, si mescola al dolore di chi amava Zoe Trinchero, 17 anni che quest’anno sarebbero diventati 18.
Il corpo di Zoe nel ruscello
Il corpo della ragazza, nella notte tra venerdì e sabato, era nel ruscello, a Nizza Monferrato, nell’Astigiano, e ora resta da capire se Zoe, qualora Alex avesse chiamato i soccorsi, si sarebbe potuta salvare.

Lo dirà l’autopsia. Manna intanto è in carcere ad Alessandria in attesa della convalida e la sua legale, Patrizia Gambino, andrà da lui nelle prossime ore. Certo è che Manna ha abbandonato Zoe senza chiedere aiuto, correndo a casa della propria fidanzata a cambiarsi prima di tornare dagli amici.
Con loro prima e con gli investigatori poi ha depistato le indagini, sostenendo che un trentenne ben noto nella cittadina, di origine africana, aveva aggredito lui e Zoe e lui era scappato.
Ma questa è un’altra storia che racconta sì la prontezza dei carabinieri, ma soprattutto la disponibiltà in paese a fabbricarsi rapidamente un capro espiatorio, la facilità a trovare nel ragazzo con la pelle scura l’obiettivo umano da linciare.
