Estate di paura tra laghi e fiumi: due tragedie in Lombardia, 17enne morto e papà disperso nel Po (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il grande caldo continua a spingere molte persone a cercare sollievo nelle acque di fiumi e laghi, ma aumentano anche gli incidenti mortali. In Lombardia, nel giro di poche ore, si sono verificati due episodi drammatici. Il primo è avvenuto a Germignaga, in provincia di Varese, dove un ragazzo di 17 anni è morto dopo essersi tuffato nel fiume Tresa, poco prima della foce nel Lago Maggiore.
L’allarme è scattato intorno alle 19.30 di giovedì 30 luglio. Il giovane, di origini egiziane, era insieme a un amico e avrebbe deciso di entrare in acqua probabilmente per trovare refrigerio. Non è però più riemerso.
I soccorsi e la tragica scoperta
Sul posto sono arrivati i sanitari del 112, la Guardia costiera e i vigili del fuoco, che hanno fatto intervenire anche i sommozzatori del nucleo di Milano. Le ricerche sono proseguite fino a quando il ragazzo è stato individuato a circa venti metri dalla foce del Tresa, a una profondità di quattro metri.
Recuperato dall’acqua, il 17enne è stato affidato ai soccorritori, che hanno tentato a lungo di rianimarlo. Il giovane è stato trasportato all’ospedale di Luino, ma per lui non c’è stato nulla da fare. I sanitari hanno dovuto constatarne il decesso.
Papà disperso nel Po
Nelle stesse ore, un’altra emergenza ha coinvolto il Po, questa volta a Sermide, in provincia di Mantova. Un uomo di 34 anni, di origine moldava e residente nel Bolognese, risulta disperso nel fiume dopo essersi tuffato per cercare di aiutare la figlia e una sua amica.
Le due ragazze erano entrate in acqua nel tentativo di recuperare un pallone e si sarebbero trovate in difficoltà. Il padre avrebbe quindi deciso di intervenire, ma da quel momento non è più stato ritrovato. Le ricerche sono state avviate dalle squadre di soccorso, mentre l’episodio riaccende l’allarme sui rischi legati ai bagni improvvisati in fiumi e laghi durante le giornate di caldo estremo.
