(Foto Ansa)
In Italia, circa 6 milioni di persone convivono con l’obesità, mentre quasi la metà degli adulti è in sovrappeso, dati che confermano come questa “pandemia non trasmissibile”, come la definisce l’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità), stia colpendo sempre più cittadini.
L’allarme riguarda anche i più piccoli: un bambino su tre è in eccesso di peso. “Sebbene 3 italiani su 4 riconoscano l’eccesso di peso come un grave rischio per la salute, solo il 2,7% si definisce obeso”, evidenzia il divario tra consapevolezza e percezione di sé, secondo i dati raccolti per la Giornata mondiale dell’obesità del 4 marzo.
Gli esperti sottolineano l’importanza di un approccio terapeutico completo: “Se oggi l’obesità è riconosciuta come una patologia cronica, allora dobbiamo affrontarla con una logica di lungo periodo”, osserva Mikiko Watanabe, endocrinologa alla Sapienza Università di Roma. Il tema riguarda anche la salute mentale: “Numerosi studi dimostrano che chi vive con disturbi depressivi, bipolari o schizofrenia presenta un rischio doppio di sovrappeso e obesità rispetto alla popolazione generale”, spiegano Claudio Mencacci e Matteo Balestrieri, presidenti della Sinpf. Per i più piccoli, percorsi multidisciplinari come quello dell’ospedale Bambino Gesù “non bastano prescrizioni dietetiche: serve un intervento precoce, multidisciplinare e radicato nella famiglia”, aggiunge Melania Manco. In occasione della Giornata mondiale, Iris Zani, presidente dell’associazione Amici Obesi, sottolinea: “L’obesità non è una colpa, ma una malattia complessa e multifattoriale”.
