Milano, nuova inchiesta sulle concessioni in Galleria Vittorio Emanuele: la Guardia di Finanza acquisisce documenti (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Una nuova indagine della Procura di Milano coinvolge il Comune, ma questa volta non riguarda i grandi interventi urbanistici che negli ultimi anni hanno attirato l’attenzione degli inquirenti. Al centro degli accertamenti vi sono invece alcune concessioni di spazi commerciali di particolare valore, soprattutto all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II, uno dei luoghi più prestigiosi e simbolici della città.
Nei giorni scorsi i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza si sono presentati a Palazzo Marino per acquisire documentazione amministrativa. Analoghe richieste sono state rivolte anche alla Soprintendenza e all’Agenzia del Demanio, nell’ambito di verifiche coordinate dalla Procura milanese.
Documenti richiesti su negozi, eventi e concessioni
Dall’ordine di esibizione emergono alcuni elementi significativi. L’indagine risulterebbe formalmente aperta nei confronti di soggetti già iscritti nel registro degli indagati, anche se non sono stati resi noti né i nomi né le eventuali responsabilità contestate. Il fascicolo sarebbe seguito dal dipartimento che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione.
Le richieste di documentazione riguardano diverse pratiche amministrative. Tra queste figurano le autorizzazioni concesse per installazioni promozionali realizzate sulla facciata della Rinascente in occasione del lancio di produzioni cinematografiche internazionali. Gli inquirenti stanno inoltre acquisendo atti relativi a concessioni assegnate a importanti marchi del lusso presenti in Galleria Vittorio Emanuele.
L’attenzione si estende anche ad altri immobili e attività commerciali situati in aree centrali della città, oltre a una specifica installazione pubblicitaria collocata in piazzale Cantore.
L’esposto del 2025 e il contenzioso con il Comune
Secondo quanto emerge, il fascicolo avrebbe origine da un esposto presentato nel 2025 da un imprenditore, da tempo impegnato in una controversia amministrativa con il Comune di Milano e con la società Duomo 21. Il contenzioso riguarda la gestione di spazi situati nei pressi della Galleria e ha già prodotto diversi pronunciamenti della giustizia amministrativa.
Negli ultimi mesi l’imprenditore ha inoltre annunciato l’intenzione di candidarsi alle elezioni comunali del 2027 con una lista civica. La vicenda assume ulteriore rilevanza per il coinvolgimento politico di un ex magistrato, indicato come possibile futuro vicesindaco. Tuttavia, dagli sviluppi dell’indagine emerge che il lavoro degli inquirenti avrebbe ormai ampliato notevolmente il proprio raggio d’azione rispetto all’esposto iniziale, concentrandosi su una serie di concessioni e autorizzazioni che interessano diversi spazi commerciali e attività nel centro di Milano.
