Qualità della vita in Italia, Firenze regina per i bambini: ecco le province dove si vive meglio a ogni età (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Firenze è la provincia italiana dove i bambini vivono meglio, Bolzano conquista il primo posto per la qualità della vita dei giovani e Trieste si conferma leader nella classifica dedicata agli anziani. Sono questi i dati emersi dalla nuova edizione dell’indagine sulla qualità della vita per fasce d’età realizzata dal Sole 24 Ore e presentata al Festival dell’Economia di Trento.
L’analisi, giunta alla sesta edizione, amplia il numero degli indicatori territoriali, passati da 15 a 20 per ciascuna fascia generazionale. Tra le novità entrano i servizi di prossimità raggiungibili a piedi e la presenza di reti sociali e familiari capaci di sostenere le persone nei momenti di difficoltà.
“Si tratta di indicatori sempre selezionati da fonti certificate – così commenta i dati Michela Finizio, giornalista del Sole 24 Ore del Lunedì che ha presentato la classifica a Trento – Prima di tutto Istat ma collaborano con noi anche altre realtà, come Infocamere, oltre a soggetti scientifici e istituzionali che ci forniscono pacchetti di indicatori di dati ormai molto consolidati”.
Un’Italia a più velocità tra giovani, famiglie e anziani
I risultati fotografano un Paese profondamente disomogeneo. Bolzano guida il Paese per fecondità con 1,55 figli per donna, mentre Cagliari eccelle nella presenza di pediatri ma registra una natalità molto bassa. Milano spicca per servizi scolastici e assistenza pediatrica, ma soffre per gli spazi abitativi ridotti.
Tra i giovani pesa soprattutto il divario occupazionale. Taranto registra una disoccupazione under 35 del 44%, mentre Bologna si conferma capitale universitaria. Sul fronte degli anziani, Trento eccelle per assistenza domiciliare e partecipazione civile.
“Oggi vogliamo vivere a lungo, ma con qualità della vita. Dobbiamo quindi ragionare meglio su come formiamo i giovani, su come utilizziamo le nuove tecnologie, su come valorizziamo salari adeguati”.
Demografia, solitudine e nuove priorità delle generazioni
Lo studio evidenzia anche cambiamenti strutturali nella società italiana. La fecondità nazionale scende a 1,14 figli per donna, aumenta l’età media delle neo-madri e cresce il numero di persone che vivono sole.
Peggiorano inoltre le competenze scolastiche registrate dai test Invalsi e aumenta il consumo di antidepressivi. Parallelamente, un sondaggio su mille giovani tra i 18 e i 35 anni mostra una generazione meno focalizzata esclusivamente sul lavoro e più attenta all’equilibrio personale. “Sappiamo anche che i giovani diminuiscono e parleremo infatti del cosiddetto “degiovanimento” demografico del Paese”.
L’indagine mette così in luce una trasformazione profonda: l’Italia invecchia, perde giovani in molte aree e affronta una sfida decisiva per garantire benessere e competitività alle future generazioni.
Le sfide future per ridurre i divari territoriali
La fotografia scattata dal Sole 24 Ore evidenzia la necessità di politiche mirate per ridurre gli squilibri tra territori. Servizi, opportunità di lavoro, reti sociali e qualità dell’assistenza saranno fattori centrali per determinare la capacità delle province italiane di attrarre e trattenere giovani famiglie.
Il futuro del Paese passa dalla capacità di rispondere a questi cambiamenti, costruendo modelli di sviluppo più inclusivi e sostenibili per tutte le fasce d’età.
