Istat: 100mila posti di lavoro persi nei primi tre mesi 2020. E il conto Covid parte solo da fine febbraio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Giugno 2020 13:35 | Ultimo aggiornamento: 12 Giugno 2020 18:09
Istat: 100mila posti di lavoro persi nei primi tre mesi 2020. E il conto Covid parte solo da fine febbraio

Istat, -100mila occupati nel primo trimestre 2020 (Ansa)

ROMA – Il primo trimestre dell’anno presenta il conto Covid sull’occupazione: 100mila occupati in meno nel primo trimestre, segnala l’Istat.

Ed è un conto che annuncia un secondo quarto d’anno ancora più drammatico.

L’Istat deve assegnare infatti all’emergenza sanitaria la responsabilità del crollo (anche delle ore lavorate) solo a partire dall’ultima settimana di febbraio.

Istat: 101mila occupati in meno nel primo trimestre

Nel primo trimestre dell’anno, il numero di persone occupate diminuisce di 100mila unità (-0,4%) rispetto al trimestre precedente.

Alla crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+50 mila, +0,3%) si contrappone la rilevante diminuzione di quelli a termine (-123 mila, -4,1%) e quella, meno accentuata, degli indipendenti (-28 mila, -0,5%).

Il tasso di occupazione è pari al 58,8%, in diminuzione di 0,2 punti rispetto al quarto trimestre 2019.

L’Istat sottolinea che le dinamiche del mercato del lavoro nel primo trimestre risentono, a partire dall’ultima settimana di febbraio, “delle forti perturbazioni indotte dall’emergenza sanitaria”.

Crollo delle ore lavorate, -7,5%

Nel primo trimestre 2020 le ore lavorate hanno subito un crollo: si registra una forte diminuzione sia rispetto al trimestre precedente (-7,5%), sia rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (-7,7%).

Nell’andamento tendenziale, rallenta la crescita del numero di occupati, +52 mila rispetto al primo trimestre 2019 (+0,2% ). 

290mila inattivi in più (260mila per colpa del virus)

Nel primo trimestre dell’anno, il numero di inattivi di 15-64 anni aumenta di 290mila rispetto allo stesso trimestre 2019 (+2,2%) e di questi per circa 260mila il motivo per cui non si è cercato lavoro è riconducibile all’emergenza sanitaria Covid.

E’ quanto emerge dai dati Istat sul mercato del lavoro riferiti ai primi tre mesi dell’anno, secondo cui a fronte di una diminuzione dei motivi familiari e di chi aspetta gli esiti di passate azioni di ricerca di un posto, si registra un forte aumento di chi specifica fra gli altri motivi quello dell’emergenza sanitaria.

Il totale degli inattivi risulta 13 milioni 540 mila. (fonte Ansa)