“Acceleratore incastrato, l’incrocio, prega…” Così iniziò il dramma Toyota

Pubblicato il 5 Febbraio 2010 16:25 | Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio 2010 16:25

«Saranno prese le misure del caso il più velocemente possibile e non appena possibile saranno comunicate alla clientela». Il numero uno di Toyota, Akio Toyoda, tenta di rimediare  e di rassicurare i milioni di automobilisti impauriti dal “caso Toyota”.

In poche settimane sono state circa otto milioni le auto richiamate in fabbrica per il problema all’acceleratore. Non solo Lexus, quello che doveva rappresentare “l’eccellenza giapponese nel mondo”, ma anche Yaris, Rav4, Corolla, Aygo, iQ, Auris, Verso, Avensis. E poi ci sono gli annunciati richiami di un altro modello, la Prius, che ha dato problemi con i freni.

Tutto comincia a fine gennaio di quest’anno. Sono le 6 e 35 del pomeriggio quando al centralino del 911 di Detroit arriva una chiamata. Una macchina ha perso il controllo sulla statale 125. Ma non è un normale incidente. A chiamare non è un automobilista che si è visto sfrecciare accanto il veicolo a folle velocità. E’ il guidatore stesso. Il guidatore di una Lexus della Toyota. La voce è terrorizzata. « Siamo su una Lexus… stiamo andando a nord a 125 miglia all’ora e l’acceleratore si è incastrato… siamo nei guai… non ci sono freni… ci stiamo avvicinando all’incrocio… aspetta… aspetta e prega… prega… ».

La chiamata termina con il rumore di uno schianto. La Lexus ES 350 Sedan prodotta da Toyota si è scontrata con un’utilitaria, è uscita fuori strada, si è capovolta, ha preso fuoco. Ma non è stato uno scontro dovuto a imperizia. È stato causato da un difetto di fabbrica: l’acceleratore si è incastrato e la macchina non si fermava. I quattro passeggeri muoiono nell’incidente.

La tragedia di Detroit, e la successiva pubblicazione della drammatica conversazione tra il guidatore e il centralino del 911, spingono la Toyota verso un’indagine interna sugli acceleratori difettosi. Un’indagine che sarebbe dovuta iniziare tempo prima visto che il governo americano aveva cominciato le prime inchieste già nel 2002, e la stessa Toyota aveva ricevuto più di duemila reclami per accelerazioni mal funzionanti.

Iniziano le indagini, e con loro anche le prime scuse. Si scopre che ad essere difettosa non era sola quella Lexus sfortunata sulla strada di Detroit. Il difetto riguarda centinaia di modelli uguali prodotti e distribuiti in tutto il mondo.

La paura delle concessionarie, e degli automobilisti, diventa ogni giorno più palpabile. In poco tempo si scopre che i difetti della Lexus riguardano anche altri modelli. Inoltre il ministero dei Trasporti nipponico fa sapere di aver ricevuto reclami sul malfunzionamento dei freni della Prius, la vettura ibrida più venduta al mondo. E gli Stati Uniti aprono un’altra inchiesta anche su questo modello.

Il resto è cronaca degli ultimi giorni. Toyota dice di aver elaborato un piano per risolvere i problemi di fabbrica relativi all’acceleratore. Il rimedio consiste in una barra di acciaio capace, tra l’altro, di far tornare correttamente il pedale alla sua posizione quando non premuto.

Ma le auto con il difetto verranno richiamate alla base. Dagli Stati Uniti, dove i concessionari interessati sono cinque, all’Europa. I modelli che anche qui da noi verranno ritirati sono veramente tanti. Aygo, esemplari prodotti tra febbraio 2005 e agosto 2009, iQ, dal novembre 2008 al novembre 2009, Yaris dal novembre 2005 al settembre 2009, Auris dall’ottobre 2006 al 5 gennaio 2010, Corolla dall’ottobre 2006 al dicembre 2009, Verso dal febbraio 2009 al 5 gennaio 2010, Avensis dal novembre 2008 al dicembre 2009 e Rav4 dal novembre 2005 al novembre 2009. Il numero preciso delle unità coinvolte non è ancora noto, ma potrebbe raggiungere il 1.800.000 unità.

E pensare che su ognuno di questi modelli poteva accadere cioè che è successo alla sfortunata famiglia distrutta di Detroit, fa raggelare il sangue nelle vene. E forse le scuse postume di Toyota non servono a niente.