Achille lo stipendio, la casa la tartaruga: 60 metri quadri costano 12 anni di salari

di Alessandro Avico
Pubblicato il 1 Febbraio 2010 16:40 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2010 17:44

Ricordate il film “Casa mia casa mia…” in cui un rampante Renato Pozzetto giunge a Roma pieno di speranze che poi si infrangono nel tentativo di acquistare una casa? Il film è datato 1988 ma oggi a 22 anni di distanza il problema dell’acquisto di un immobile persiste e si aggrava ulteriormente. Avere una casa è strettamente legato al reddito e, come è facilmente pronosticabile, più il reddito è minore e più aumentano gli anni di mutuo da pagare. Ma quali sono i dati di questa proporzione?

Per acquistare un appartamento decoroso di 60 metri quadrati in una grande città ai valori attuali di reddito e prezzi delle case un single dovrebbe sacrificare in media 11,8 anni (140 mesi) di guadagno. Dieci anni fa sarebbero bastati 7,5 anni. Questo significa che dal 1999 aI 2009 il potere d’acquisto immobiliare è diminuito del 57,5%. Il tracollo più clamoroso è avvenuto a Napoli dove occorre quasi un tempo doppio per acquistare (13,5 anni nel 2009 a fronte dei 7 di dieci anni prima). A Milano si è passati dai 7,8 anni di entrate necessarie nel 1999 agli 11,5 richiesti dalla combinazione attuale tra redditi e prezzi. Ancora peggio sono andate le cose a Roma, dove oggi occorrono 14,1 anni, a fronte degli 8,4 anni sufficienti a fine millennio.

L’analisi è stata fatta dall’ufficio Studi di Gabetti (nota società immobiliare) che ha esaminato per 90 capoluoghi di provincia l’andamento medio dei prezzi e li ha rapportati ai redditi dei residenti ricavati da elaborazioni del Centro studi Sintesi sulla base dei dati forniti anno per anno dall’Agenzia delle entrate. Secondo i dati la città dove l’acquisto è più facile è Biella: un single se la caverebbe in 4 anni; sei mesi in più occorrerebbero a Vercelli e Gorizia. A seguire, nella top ten degli acquisti immobiliari più facili e brevi, ci sono Udine, Cremona, Caltanissetta ed Alessandria. Nonostante i prezzi delle case siano più bassi nel Meridione, nella top ten figurano ben 9 capoluoghi nel Nord, frutto di un reddito mensile decisamente più elevato rispetto al Sud o al Centro.

Nella classifica dei dieci capoluoghi dove comprare una casa è più difficile troviamo al primo posto Venezia dove occorrono in media più di 17 anni per ultimare l’acquisto di un’abitazione. Seguono Salerno, Cosenza, Siena e Roma. Nelle ultime dieci città, ben sei sono del Sud, due del Centro, tra queste Roma, e due del nord. Bisogna segnalare che nelle ultime piazze vi è una significativa presenza di capoluoghi a forte vocazione turistica: oltre alla capitale e a Venezia tra le ultime dieci infatti si trovano anche Siena e Rimini.

Un altro dato è rappresentato da quei capoluoghi che negli ultimi 10 anni hanno avuto il maggior incremento di anni necessari per l’acquisto di una casa: al primo posto a pari “merito” Napoli e Bari i cui anni di lavoro per comprare una casa sono raddoppiati, seguono Palermo, Roma, Verona e Milano.

Il perché sia così difficile comprare una casa è facilmente riassumibile mettendo assieme i seguenti ingredienti: redditi bassi, elevati costi delle abitazioni ed i luoghi in cui si decide di acquistare. La domanda che più preme però è la seguente: come fare per invertire questa tendenza? La risposta prova a darla Guido Lodigiani, direttore dell’Ufficio studi di Gabetti: «Per comprare una casa in un capoluogo di medie dimensioni oggi bisogna essere in due e disporre di un reddito lavorativo sicuro nonché avere alle spalle una buona quota di risparmio familiare e disporre di due redditi sopra la media».

Per comprare una casa occorre dunque essere in due, entrambi con un buon reddito mensile ed entrambi con le spalle coperte. Ma questo forse Renato Pozzetto non lo sapeva.