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Alitalia agli italiani? No, “Alitalietta” venduta ai francesi o agli arabi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Dicembre 2012 13:39 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2012 19:47
Alitalia agli italiani? No, “Alitalietta” svenduta ai francesi o agli arabi

Alitalia agli italiani? No, “Alitalietta” svenduta ai francesi o agli arabi (LaPresse)

ROMA – A quattro anni dall’operazione patriottarda “l’Alitalia agli italiani”, guidata dall’allora premier in pectore Silvio Berlusconi e capitanata da capitani coraggiosi come Corrado Passera, all’epoca amministratore delegato di Banca Intesa, fa notare il Fatto che “Alcuni voli interni sono appaltati ai rumeni di Carpatair, la manutenzione affidata agli israeliani, la riparazione dei carrelli messa in vendita nonostante fosse il fiore all’occhiello della compagnia, la rotta Roma-Milano, già gallina dalle uova d’oro, insidiata dalla concorrenza dei treni veloci, la biglietteria in via di riduzione”.

“La storia dei voli nazionali consegnati ad aerei ed equipaggi rumeni è esemplare. Il primo esperimento fu tentato qualche mese fa sulla rotta Roma-Pisa e siccome fu accolto dai clienti con il massimo della sorpresa (credevano di essersi imbarcati su un aereo italiano e si imbattevano in un equipaggio straniero), ora l’operazione viene potenziata. Dopo Pisa tocca ad Ancona e poi ad altri aeroporti italiani ed europei (si parla di Nizza). Gli aerei italo-rumeni dovrebbero diventare 10 e forse addirittura 15 in poco tempo, cioè circa un decimo della intera flotta. E quel che più desta sorpresa è che si tratta di Atr 72 biturboelica, proprio quel tipo di velivoli svenduti dai patrioti Alitalia perché considerati non più utili”.

Una “Alitalietta” che perde pezzi e accumula perdite, a un ritmo di 600 mila euro al giorno. Per un debito complessivo di 700 milioni di euro, pari a tre quarti del capitale. Sarebbe, in neanche 5 anni, il secondo crac. Stavolta privato, dopo che il crac “pubblico” di Alitalia  come compagnia di bandiera costò ai contribuenti tra i 3 e i 4 miliardi di euro. Questa volta il crac è della Cai (Compagnia Aerea Italiana), la società a responsabilità limitata che ha rilevato nel 2008 Alitalia e Volare, vincolando i suoi soci a rimanere “quotati” fino al 2013.

Il 2013 è dietro l’angolo e pare che i “patrioti” non vedano l’ora di svignarsela. Il 12 gennaio scade il “lock up”, l’obbligo di restare e non vendere, e nessuna ricapitalizzazione è all’orizzonte. Si vende. Anzi, si svende. A chi? Alla compagnia di Abu Dhabi o ad Air France, che potrebbe acquisire al decimo del prezzo che era pronta a pagare nel 2008 quell’Alitalia della quale detiene già il 25% delle azioni. Le prospettive? Queste, secondo il Fatto:

“A quel punto potrebbe utilizzare a suo piacimento la flotta italiana in un ruolo di feederaggio, facendole cioè raccogliere clienti in Italia, soprattutto nel centro-nord, per poi trasportarli a Parigi per imbarcarli sui propri voli internazionali e intercontinentali, quelli su cui si guadagna davvero. Stessa sorte toccherebbe ad Alitalia nel caso in cui si facesse avanti l’emiro di Abu Dhabi con la compagnia Etihad. In quel caso la raccolta e il trasferimento di passeggeri avverrebbe in direzione Medioriente per poi proseguire verso tutto il mondo. Seguendo questa strategia Etihad ha già conquistato la sua prima preda in Europa mettendo le mani su Air Berlin che in poco tempo è stata ridotta al ruolo di compagnia ancella”.