La Bce avverte l’Europa: “Stati e banche non stabili”

Pubblicato il 15 Giugno 2011 17:54 | Ultimo aggiornamento: 15 Giugno 2011 17:54

BRUXELLES –  L’allarme della Banca centrale europea è rosso: l’Unione Europea è a rischio di stabilità finanziaria. Non è in sé una novità ma è lo stesso  una cattiva notizia: l’instabilità, infatti, si conferma tale per il terzo anno consecutivo. Significa crisi finanziaria non finita e semmai aggravata dalla situazione Grecia visto che, a detta dell’istituto,  le difficoltà  per il programma di consolidamento del Paese più a rischio default della Ue  ”sono cresciute” rispetto al rapporto dello scorso dicembre.La Bce, nel suo Financial Stability Review lo scrive a chiare lettere: il quadro della stabilita’ finanziaria nell’area euro ”è rimasto molto impegnativo” e per il terzo anno consecutivo dopo la crisi del 2008 ”i rischi sono ancora prevalenti”.

Rapporto Stati-banche nel mirino. La stretta interconnessione fra i il settore pubblico e le banche, che hanno ampie fette di titoli di Stato periferici in portafoglio, è il rischio principale per la stabilità finanziaria nell’area euro e ha ”il potenziale percreare effetti di contagio”. Secondo il rapporto, che la Bce pubblica ogni sei mesi, le difficoltà per la messa in pratica del risanamento della Grecia sono aumentate rispetto all’ultima Financial Stability Review dello scorso dicembre. Tuttavia c’è anche uno sviluppo positivo dato dal rafforzamento della fiducia in ”altri Paesi dell’area euro che avevano mostrato alti rendimenti dei titoli governativi”, grazie non solo agli sforzi di risanamento bancario ma anche al rafforzamento dei fondamentali economici e di bilancio.

Fra gli elementi di maggiore ”vulnerabilità” dei sistemi bancari la Bce cita l’accesso alla liquidità  che nonostante la minore dipendenza dai mercati monetari ”continua ad essere un tallone d’Achille per molte banche europee” e, soprattutto, per quelle dei Paesi con maggiori difficoltà di bilancio. Nel complesso – spiega la Bce – c’e’ un ”diffuso miglioramento nella capacita’ di resistenza del settore bancario” rispetto allo scorso dicembre, come indicato anche dagli indicatori di redditivita’ e di solvibilita’ delle banche e grazie anche agli stress test. Tuttavia ”restano diverse aree di rischio per la stabilità finanziaria dell’area euro. Prima fra tutti, appunto, la forte indipendenza fra i sistemi bancari e le finanze pubbliche; ma anche le vulnerabilita’ nell’accesso alle fonti di finanziamento; l’andamento dei prezzi immobiliari che probabilmente – avverte la Bce – resteranno al di sotto dei massimi degli anni pre-crisi; la possibilita’ di uno shock dovuto a un improvviso balzo dei tassi a lungo termine; e infine l’ipotesi di un improvviso aggiustamento degli squilibri globali.

Grecia. La Bce, come del resto fatto capire recentemente anche da Mario Draghi, boccia anche l’ipotesi della ristrutturazione del debito greco. Secondo l’istituto, infatti, la ristrutturazione  ha ”conseguenze potenzialmente molto pericolose” per il Paese e per il suo sistema bancario. La Bce, invece,  invita a uno sforzo ”determinato e senza indugi” sul miglioramento dei fondamentali economici attraverso le riforme dei Paesi vulnerabili.
La situazione, nel Paese resta però caotica. Dopo i violenti scontri di mercoledì mattina ad Atene, infatti, il premier George Papandreou, ha detto che è pronto a dimettersi per facilitare la formazione di un governo di unita’ nazionale, cosi’ come richiesto dall’opposizione conservatrice.