Benedetta Arese Lucini, addio a Uber: al suo posto Carlo Tursi, capo di Uber Roma

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 agosto 2015 16:44 | Ultimo aggiornamento: 4 agosto 2015 16:44
Benedetta Arese Lucini, addio a Uber: al suo posto Carlo Tursi, capo di Uber Roma

Benedetta Arese Lucini, addio a Uber: al suo posto Carlo Tursi, capo di Uber Roma

MILANO – Benedetta Arese Lucini dice addio a Uber: la country manager italiana dell’app odiata dai tassisti lascia il posto a Carlo Tursi, da un anno e mezzo responsabile di Uber Roma.

Arese Lucini, oggi 31enne, è stata il volto dell’app per i servizi di auto con conducente fin dal suo debutto in Italia, avvenuto a marzo 2013. In una brevissima nota l’azienda fa sapere che il rapporto si è concluso “di comune accordo”. Seguono parole di gratitudine “per la passione e il contributo che ha dato all’azienda e le auguriamo il meglio per le sue future avventure professionali”.

Dopo due anni e mezzo di proteste e dissapori con i tassisti italiani e con la conferma a luglio del blocco di UberPop, il servizio che consentiva di trovare passaggi a pagamento tra privati, la manager lascia proprio quando l’app ha raggiunto il valore di 51 miliardi di dollari, eguagliando il record che fu di Facebook per una start up non quotata.

C’è chi parla di sconfitta, ma lei confessa al Corriere della Sera di “essere pronta a una nuova – e non meglio definita – sfida che comincerà dopo l’estate”. Certo è che non le hanno reso la vita facile. Arese Lucini è stata più volte oggetto di vere e proprie aggressioni da parte dei tassisti, l’ultima delle quali due settimane fa, in un ristorante romano quando, durante una cena con alcuni parlamentari, è stata raggiunta da un gruppo tassisti che l’hanno presa a insulti, lanciandole dollari falsi. Prima ancora è stata bersaglio di lanci di uova, minacce, volantini e pure un lenzuolo con insulti sessisti davanti casa, che l’hanno convinta a fare ricorso alla scorta.

Il suo successore, Carlo Tursi, è un ingengere meccanico con un passato in Quantum Pacific. Eredita il blocco di UberPop da un lato e dall’altro una timida apertura da parte dell’Autorità dei Trasporti. La speranza è che la rivoluzionaria app possa finalmente essere inquadrata in una cornice legislativa che consenta sia ai professionisti che ai comuni cittadini di coesistere sul mercato.