Bilanci del federalismo fiscale: il bicchiere mezzo vuoto del Sud, al Nord tutti i vantaggi

Pubblicato il 27 Dicembre 2010 10:38 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2010 11:33

Il federalismo fiscale è ora una realtà e all’Italia non resta che osservare il ‘bicchiere mezzo vuoto’ del Sud, mentre al Nord sono riservati tutti i vantaggi. I dati che emergono da uno studio realizzato dal senatore Pd Marco Stradiotto evidenziano una disparità significativa tra Nord e Sud. Le maggiori perdite saranno registrate nei capoluoghi di provincia, con una diminuzione di oltre 445 milioni di euro. A beneficiare di nuove risorse saranno principalmente le regioni settentrionali, pur con qualche eccezione, mentre per le regioni meridionali saranno ingenti i tagli, ad esclusione della Sardegna. Le città che principalmente dovranno fare i conti con una notevole diminuzione delle risorse saranno Napoli e L’Aquila.

L’importo complessivo di perdita delle risorse per 92 capoluoghi di provincia è complessivamente stimato a 445.455.041 euro, ed emerge dal confronto tra i trasferimenti relativi al 2010 e il totale gettito delle imposte devolute in base al decreto attuativo sul fisco comunale, che ha preso in analisi la tassa di registro e le tasse ipotecarie, l’Irpef sul reddito da fabbricati e il presunto introito legato alla cedolare secca sugli affitti. Il risultato è che 52 dei comuni presi in esame otterrebbero benefici, contro i 40 che saranno penalizzati.

L’Aquila – Il capoluogo di provincia dell’Abruzzo perderà il 66 per cento delle risorse, per un totale di 26.294.732 euro. Infatti quando entrerà in vigore il nuovo fisco previsto dal federalismo municipale gli incassi comunali ammonteranno a 13.706.592 di euro contro i 40.001.324 euro incassati nel 2010, ovvero un contributo di -360 euro per abitante. cittadini aquilani dal 2014 pagheranno, infatti 188 euro di Imu (Imposta municipale unica), mentre attualmente per ognuno di loro vengono dati al Comune 548 euro.

Napoli – Se oggi Napoli è il comune che riceve i trasferimenti statali più alti, pari a 669 euro per abitante, con il federalismo fiscale sarà registrata una perdita di quasi 400 milioni di euro, cioè pari al 61 per cento, e la nuova Imposta municipale unica (Imu), sarà la più alta in Italia.

Sud in perdita – Tutto il meridione sarà penalizzato a fronte di riduzioni del 10 per cento di Roma, il 50 per cento di Taranto, il55 per cento di Cosenza e Palermo, il 56 per cento di potenza e il 59 per cento di Messina. Unica eccezione Olbia, in Sardegna, comune dove molti cittadini hanno la seconda abitazione, che prevede un incremento del 180 per cento, con entrate fino ai 25.212.732 di euro mentre i trasferimenti del 2010 sono stati pari a 8.988.534 euro.

Guadagni al Nord – In media le regioni settentrionali saranno quelle che otterranno i maggiori benefici: bene Imperia con un guadagno del 122 per cento, poi Parma con il 105 per cento, Padova col 76 per cento, Siena col 68 per cento e Treviso con il 58 per cento. Anche Milano e Bologna vedranno un incremento rispettivamente del 34 e del 40 per cento. Gli unici capoluoghi che registreranno perdite al Nord saranno Torino, con il 9 per cento in meno, e genova, che vedrà i suoi introiti diminuire del 22 per cento.