Borse nel panico, il default della Grecia ora tenta la Germania

Pubblicato il 12 Settembre 2011 12:02 | Ultimo aggiornamento: 12 Settembre 2011 12:42

ROMA – L’allarme di un nuovo lunedì nero arrivava da lontano, dalle Borse asiatiche: Tokyo, Hong Kong, dall’apertura all’alba (ora italiana) erano tutte in forte calo. Poi il segno negativo ha contagiato tutte quelle europee e i numeri sono di nuovo da capogiro. Qualche dato dalle aperture: Milano -3%, Londra -2,39%, -2,44% Francoforte, Parigi -3,32%. Altra giornata di panico, già ampiamente prevista venerdì, d’altra parte, con il membro tedesco Stark della Bce che si è dimesso. Il problema è sempre, ancora una volta, il debito dei Paesi periferici, quella crisi che non si argina e che anzi allunga il passo. Tanto che le voci di un default greco non sono più tanto sussurrate.

Stavolta però la tentazione tedesca sarebbe quella di lasciar fare. Se la Grecia fallisce, fallisca pure, l’euro va salvato. “Non ci possono essere idee proibite per stabilizzare l’euro. Tra loro ci sono, necessariamente, anche una insolvenza ordinata della Grecia”, così ha detto il ministro delle Finanze di Berlino, Philipp Rosler, “Il Governo greco sa bene a quali condizioni sono stati concessi gli aiuti. La Grecia si è presa un impegno. Se ci sará una violazione di questi accordi – spiega Rosler – deve esserci la revoca temporanea dei diritti di voto nel Consiglio dei ministri dell’Unione europea. È una misura che non può restare un tabù”.

E se la Grecia cade quale sarà lo scossone per tutta l’Europa e la sua moneta? Ecco spiegato il panico dei mercati. E in tutto questo l’Italia resta un osservato speciale. Stark si è dimesso proprio perché in polemica con la politica di acquisto dei titoli di Stato spagnoli e italiani, sempre più bisognosi d’aiuto in un periodo di forte diffidenza da parte degli investitori. Proprio tra questi ultimi si è diffusa la convinzione che la manovra italiana, che secondo gli ultimi annunci del premier Berlusconi verrà approvata alla Camera mercoledì, potrebbe non bastare. E dello stesso avviso è anche la Ue, che lunedì dice:  ”Gli Stati membri sotto la pressione dei mercati devono continuare a lavorare sui loro obiettivi di consolidamento delle finanze e, se necessario, prendere ulteriori misure”. Troppo generico? Ecco la raccomandazione al nostro Paese: “L’Italia deve essere pronta a prendere misure aggiuntive qualora le entrate derivanti dal Fisco siano minori di quanto previsto e se vi fossero difficoltà a tagliare la spesa come stabilito”. Il punto di debolezza della manovra, secondo la Ue, è che punta troppo sulla lotta all’evasione, qualcosa di difficilmente calcolabile in termini di benefici per le casse statali. Ecco l’ipotesi di una nuova manovra si profila all’orizzonte.

Insomma se i mercati europei ballano l’Italia ha una responsabilità forte. Oltre all’altalena di Milano (che alle 11 ha toccato il -4% salvo poi riprendersi) e dello spread (che in mattinata ha superato quota 380 nel rapporto Btp- Bund) un altro dato conferma il clima di enorme incertezza . Oggi il Tesoro ha dovuto offrire rendimenti più elevati nell’asta dei Bot. Per la tranche a 1 anno (da 7,5 miliardi) il tasso medio è balzato al 4,153% dal 2,959% dell’emissione di agosto. Per la tranche a 3 mesi (da 4 miliardi) il tasso medio è salito all’1,907% dall’1,034% dell’asta di marzo.