Svanisce l’effetto Obama. Le Borse affondano, Milano perde il 4%

Pubblicato il 1 Agosto 2011 18:29 | Ultimo aggiornamento: 1 Agosto 2011 18:35

Piazza Affari (foto Lapresse)

MILANO –  Passa in poche ore l’effetto Obama e il pericolo bancarotta scongiurato per le Borse. E’ un pomeriggio nero per i mercati finanziari che scivolano sempre più fino alla chiusura. Va male per Piazza Affari che perde il 4%. Non entusiasma Wall Street che all’inizio prova un timido accenno di rialzo, scivolano anche le altre Borse europee, con una nuova ondata di vendite non hanno retto.

Londra è stata la più fortunata e ha chiuso con meno 0,70 per cento, Parigi è invece caduta del 2,27 per cento, Francoforte ha chiuso al meno 2,86 per cento. Madrid si è fermata a meno 3,24 %. L’euro ne ha ovviamente risentito e d è ritornato a indebolirsi fin sotto 1,42 dollari nel pomeriggio. Con lo spread tra Btp e Bund giunto al nuovo record, i titoli bancari non ce l’hanno fatta a rimanere su.

Milano si è aggiudicata l’ultimo nome in lista con l’indice Ftse Mib che cede così il 3,87%, a 17.720 punti, mentre l’All Share perde il 3,63%. L’accordo sul tetto del debito americano tra democratici e repubblicani in Congresso non è bastato per trascinare le Borse in un vento positivo. Il timore di un’industria bloccata e ferma si sono fatti sentire con un forte rallentamento nei risultati sul manifatturiero.

In apertura i primi numeri sembravano incoraggianti, ma poco dopo la situazione si è rivelata preoccupante e i risultati erano ormai compromessi. Brutto momento dunque per l’Italia: lo spread è sempre rimasto sopra i 300 punti.

Come spiega il Corriere della Sera: “Il lunedì nero ha mandato in fumo 14,9 miliardi di euro per un calo del 3,63% dell’indice All Share. La capitalizzazione di piazza Affari torna così al di sotto dei 400 miliardi, a 396 miliardi contro i 411 miliardi di venerdì scorso. Per il mercato milanese è la seconda peggiore chiusura del 2011, un soffio al di sopra del calo del 3,96% registrato dal Ftse Mib lunedì 11 luglio. L’indice che racchiude i quaranta maggiori titoli quotati alla Borsa italiana ai livelli di aprile 2009”.