Borse a picco ovunque. Spread a 416 punti, euro ai minimi da gennaio

Pubblicato il 22 Settembre 2011 19:49 | Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2011 20:06

MILANO, 22 SET – La crisi morde senza freno le Borse. Da Parigi (-5,25%) a Wall Street (Dow Jones -3,6%, Nasdaq -2,9% alle 19.30) è un’ondata di vendite. A provocare l’ennesimo ‘scossone’ i ”significativi rischi al ribasso” nell’economia degli Stati Uniti indicati dalla Fed.

Indicazioni negative sono arrivate anche dal settore manifatturiero cinese così come in calo si è mostrato l’indice Pmi della Germania. Tra i dati macroeconomici hanno pesato anche le richieste di di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti scese meno delle stime.

Lo scivolone di oggi è costato caro alle principali Borse del Vecchio Continente che hanno bruciato 270 miliardi di euro con l’indice d’area Stxe 600 che ha ceduto il 4,63%. La sola Piazza Affari, con un ribasso del 4,62%% dell’indice Ftse All share, ha ‘mandato in fumo’ 15 miliardi di euro di capitalizzazione. Non è andata meglio a Londra (-4,67%) e Francoforte (-4,96%).

Ed è stata forte la pressione sullo spread Btp-Bund che è tornata sopra i 400 punti base, riavvicinandosi ai massimi dall’introduzione dell’euro: il differenziale tra i decennale italiano e tedesco si è allargato a 412 punti, con il tasso di rendimento del Btp in rialzo di 8 punti base al 5,84%. Lo scorso agosto scorso, prima che scattassero gli acquisti della Bce a sostegno dei titoli italiani a spagnoli, lo spread Btp-Bund aveva raggiunto il record di 416 punti base con il rendimento del decennale italiano che aveva superato la soglia del 6%.

Anche oggi la Banca centrale europea ha comprato titoli di Stato italiani senza però indicare i volumi degli interventi. A livello continentale la decisione di Moody’s di tagliare il giudizio sul debito di Bank of America, Wells Fargo, Citigroup ha pesato sul settore bancario (sottoindice Dj Stoxx -5,75%) con i cali a doppia cifra di Dexia (-11,4%) e Lloyd’s (-10%).

Sotto pressione sono finite anche le materie prime con l’indice di settore (-8,9%) sceso ai minimi da dicembre 2008. E’ sprofondato anche l’euro, arrivato ai minimi di gennaio sul dollaro con gli investitori che si rifugiano nel biglietto verde. La moneta europea e scesa fino a 1,3385 dollari, segnando il livello più basso dal 19 gennaio scorso, prima di risalire a 1,3450 sul finire degli scambi. Rispetto allo yen, l’euro ha perso l’1,1% scivolando fin sotto quota 103 per la prima volta da giugno del 2001.