Carige, ricapitalizzazione da 800 mln non basta. Bankitalia: “Dubbi su derivati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2013 4:29 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2013 1:33
Carige, ricapitalizzazione da 800 mln non basta. Bankitalia: "Dubbi su derivati"

Carige, ricapitalizzazione da 800 mln non basta. Bankitalia: “Dubbi su derivati”

MILANO – La ricapitalizzazione da 800 milioni potrebbe non bastare per Carige. A sollevare dubbi sono gli ispettori di Bankitalia che, nella loro relazione, sottolineano che l’entità dell’aumento “rischia in prospettiva di non essere risolutivo stanti l’avverso contesto e l’insoddisfacente situazione tecnica e di governo”. E la Vigilanza solleva anche dubbi sugli acquisti di Titoli di stato italiani a debito, effettuati senza le dovute valutazioni e senza considerare i rischi connessi all’utilizzo di derivati di copertura.

La banca respinge però ogni addebito e in risposta anche “ad alcuni organi di stampa” sottolinea, in una nota, che non esistono né una mina derivati né “buchi” nel bilancio. L’istituto precisa peraltro “che la gestione e la contabilizzazione delle operazioni in derivati è sempre avvenuta in modo trasparente e coerente con le normative tempo per tempo vigenti”. E spiega che “contrariamente da quanto diffuso da alcuni organi di stampa, non ha in essere posizioni rilevanti in derivati di natura speculativa, tantomeno derivati strutturati a leva su titoli di stato italiani”.

Affermazioni in contrasto però con il verbale ispettivo di Bankitalia che rileva che “sono state prese, senza compiute valutazioni, cospicue posizioni a leva su Titoli di Stato domestici (quasi 7 mld di euro)”. Inoltre, “nei riferimenti proposti agli Organi sono stati enfatizzati i benefici sul margine primario, trascurando oneri e rischi connessi alle necessità di rifinanziamento e all’ampio utilizzo di derivati di copertura”. Di contro Carige replica che “le riferite differenze valutative rilevate dall’Organo di Vigilanza sui contratti derivati sono originate da motivazioni di natura tecnica e sono di limitata entità”.

Ad ulteriore prova, l’istituto spiega che “i derivati in essere sono infatti quasi esclusivamente contratti di copertura del rischio di tasso di interesse relativi all’attività ordinaria, a valere su poste dell’attivo (mutui e titoli) e del passivo (emissioni obbligazionarie)”.

L’ennesimo ‘fulmine’ sull’istituto ligure (che in Borsa chiude a -4,37%) si abbatte all’indomani dell’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Genova (con sullo sfondo anche l’ipotesi riciclaggio). Ma soprattutto nel giorno in cui il Governatore, Ignazio Visco – oltre a sottolineare che che gli “episodi illeciti” che hanno colpito alcune banche italiane, “sono rilevanti ma circoscritti” – evidenzia che la lunga recessione e la crisi dei debiti sovrani hanno messo in serie difficoltà gli istituti di medie e piccole dimensioni..