Carlo Cottarelli, da vice presidente Fmi a commissario per la spending review

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 ottobre 2013 4:30 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2013 1:12
Carlo Cottarelli, da vice presidente Fmi a commissario per la spending review

Carlo Cottarelli (Foto LaPresse)

ROMA – Carlo Cottarelli si dimette da vice presidente del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) per diventare commissario per la spendig review. Responsabile del Dipartimento degli affari di bilancio al Fmi, Cottarelli ha annunciato la propria intenzione di lasciare l’incarico al direttore generale Christine Lagarde dopo la nomina del 4 ottobre da parte governo italiano su proposta del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni.

Le dimissioni di Cottarelli saranno effettive dal 22 ottobre, dopo i meeting annuali del Fmi, che si apriranno la prossima settimana. La Lagarde ha dichiarato: ”La sua nomina in Italia è la testimonianza delle superbe qualità che lo hanno distinto alla guida del Dipartimento degli affari di bilancio per oltre cinque anni”.

Il direttore generale Lagarde ha poi sottolineato che con Cottarelli alla guida, il Dipartimento affari di bilancio ha ”giocato un ruolo centrale nell’assistenza tecnica del Fmi agli Stati membri”.

Laureato a Siena e alla London School of Economics, Cottarelli ha lavorato sei anni alla Banca d’Italia, ha avuto una breve esperienza all’Eni, e ha trascorso 25 anni al Fmi. Un passato che gli garantisce una profonda conoscenza dei conti pubblici italiani.

A Washington, infatti, Cottarelli ha curato negli ultimi anni il Fiscal Monitor, il rapporto del Fondo dove si analizzano i bilanci pubblici delle principali economie. Un’analisi che ha incluso anche l’Italia, per la quale Cottarelli e il Fmi hanno espresso apprezzamento per l’opera di risanamento avviata dal governo Monti, soprattutto per la riforma delle pensioni.

Cottarelli, negli ultimi mesi, ha rilevato come per l’Italia la sfida sia ”ridurre tassazione e spesa” distinguendo tra quella ”buona” come investimenti e infrastrutture” e i ”trasferimenti a pioggia”.