Cipro, che succede adesso? Fondo di solidarietà, Russia o addio all’euro

Pubblicato il 22 Marzo 2013 13:39 | Ultimo aggiornamento: 22 Marzo 2013 13:39
Cipro, che succede adesso? Fondo di solidarietà, Russia o addio all'euro

Cipro, che succede adesso? Fondo di solidarietà, Russia o addio all’euro (Foto Lapresse)

NICOSIA – Fondo di solidarietà con o senza prelievo forzoso sui depositi, accordo con la Russia o addio all’euro: i quattro possibili scenari per Cipro sono questi. Mentre la stampa di Mosca parla dell’isola come della “più ricca regione della Russia”, Francoforte ha lanciato il proprio ultimatum: o la crisi si risolve entro lunedì oppure il rischio è l’addio all’euro.

Ecco le quattro ipotesi per il futuro di Nicosia tratteggiate dal Sole 24 Ore.

1 – PIANO B: FONDO DI SOLIDARIETA’ CON PRELIEVO FORZOSO SUI CONTI CORRENTI “MITIGATO”

Naufragato il piano A, che prevedeva un prestito Ue-Fmi da 10 miliardi legato al recupero di 5,8 miliardi con il prelievo forzoso su tutti i depositi bancari, si passa al piano B.  Questa seconda ipotesi prevede un “fondo di solidarietà” attraverso il quale lo Stato impegnerebbe i propri bene per ottenere i 5,8 miliardi necessari per il piano di salvataggio Ue-Fmi.

Il dubbio è se i beni dello Stato bastino ad arrivare a 5,8 miliardi di euro. Per di più il fondo di solidarietà non assicura la riduzione del rapporto debito/pil al 100% nel 2020.  Per questo anche il piano B prevede la possibilità di prelievi forzosi sui conti correnti, anche se si punterebbe solo ai depositi più ricchi, escludendo i piccoli risparmiatori. In questo caso resterebbe il rischio di tensioni tra investitori di altri Paesi dell’Eurozona.

2 – PIANO B SENZA PRELIEVO FORZOSO SUI CONTI CORRENTI

La seconda versione del piano B esclude del tutto il prelievo forzoso sui depositi in banca. Ma per il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, “non basta”.

3 – ACCORDO CON LA RUSSIA

Il ruolo della Russia è fondamentale, considerati i notevoli capitali che i suoi cittadini detengono nelle banche cipriote, allettanti per la tassazione agevolata. Nicosia ha con Mosca anche un debito da 2,5 miliardi. Una garanzia  sono i giacimenti energetici dell’isola, anche se al momento i due colossi del gas e del petrolio russi, Gazprom e Rosneft, non sono interessati. Oltretutto sui giacimenti pesano i dubbi sulla disputa territoriale con la Turchia, le ricerche sismologiche non ancora finite e la mancanza di dati sui giacimenti offerti.

Secondo il Sole 24 Ore, questo terzo scenario che esclude la Troika (Bce-Commissione europea-Fmi) pare poco probabile.

4 –  ADDIO ALL’EURO

Per la cancelliera tedesca Angela Merkel Cipro deve restare nell’euro, ma deve cambiare il proprio sistema di affari. I bookmakers danno l’uscita di Nicosia dalla moneta unica a 1,5. Considerato, però, che le principali banche di Cipro sono vicine al fallimento, se entro lunedì non verrà raggiunto un accordo con la Troika i rischi dell’uscita dall’euro aumenterebbero.

La Bce ha già detto che, in caso di mancato accordo, fermerà l‘iniezione di liquidità. Se poi quando gli sportelli ciprioti riapriranno ci sarà un assalto dei correntisti per ritirare i propri soldi, lo scenario che si potrebbe aprire sarebbe catastrofico: uscita di Nicosia dall’Unione monetaria europea, nazionalizzazione del sistema bancario, riconversione di tutti i depositi in una nuova valuta.