Crisi 2008, Gordon Brown: “Sta per arrivare un altro crack finanziario”

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 settembre 2018 6:00 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2018 20:19
Crisi 2008, Gordon Brown: "Sta per arrivare un altro crack finanziario"

Crisi 2008, Gordon Brown: “Sta per arrivare un altro crack finanziario” (Foto Ansa)

LONDRA – Gordon Brown, ex primo ministro britannico, mette in guardia sul rischio di un’altra crisi finanziaria globale poiché i problemi del 2009 non sono stati risolti.

In un’intervista a The Guardian ha inoltre sottolineato che le punizioni per i responsabili avrebbe dovuto essere più dure, i banchieri non hanno temuto il carcere per aver tenuto un comportamento disonesto. Ha anche insistito sull’errore compiuto dai Tories, conservatori britannici, che hanno imposto l’austerità e che avrebbero dovuto dare il via a un’azione di prestiti così che le famiglie e gli uomini d’affari potessero prendere ancora del denaro a prestito: sarebbe stato di stimolo all’economia.

I commenti di Brown arrivano a distanza di quasi un decennio dal crack del secolo della banca Lehman Brothers, il 15 settembre 2008, e tra le crescenti preoccupazioni di alcuni economisti che sia imminente un altro crack.

Secondo l’ex primo ministro stiamo vivendo in un “mondo senza leader”: in caso di un’altra catastrofe finanziaria non ci sarebbe un’azione internazionale coordinata, scrive il Daily Mail. Dopo un “decennio di stagnazione” l’economia globale si sta trasformando in un “decennio di vulnerabilità”, rispetto a  una “crisi futura siamo come sonnambuli. La cooperazione vista nel 2008 non sarebbe possibile in una crisi post-2018 sia in termini di banche centrali che di governi. Invece di risolvere il problema ci sarebbe soltanto la ripartizione delle colpe”.

Brown ha lanciato un feroce attacco alle politiche economiche del presidente americano Trump, affermando che il suo protezionismo commerciale è “il più grande ostacolo alla costruzione della cooperazione internazionale”. Ha ammesso tuttavia che il Labour, suo partito, avrebbe dovuto essere più duro nella City negli anni precedenti alla crisi, quando i problemi del sistema bancario globale erano passati inosservati e non controllati.  “Non sapevamo cosa stesse accadendo in alcune delle istituzioni, alcune delle quali illegali e che erano state coperte”, ha affermato.

Dopo il crash, le banche sono state obbligate per legge a detenere più capitale così da proteggersi dalle perdite. Brown ha sostenuto che è difficile prevedere cosa potrebbe scatenare un’altra crisi, ma ha rilevato problemi nei Paesi in via di sviluppo e in Asia operazioni bancarie “oscure” non regolamentate.

“Siamo alla fine di un ciclo economico in cui le persone corrono rischi maggiori. Ci sono problemi nei mercati emergenti. L’austerità si basava su un’analisi: ciò che aveva causato la recessione globale era l’alto livello di debito pubblico e non invece l’azione sconsiderata del settore finanziario. Nessuno che lo avesse considerato seriamente sarebbe giunto a questa conclusione, ma i conservatori sono andati avanti per cinque anni”, ha concluso Brown.