Record disoccupazione: +9,3% a febbraio. Dramma giovani al 31,9%

Pubblicato il 2 Aprile 2012 15:49 | Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2012 15:55

ROMA – Dati allarmanti giungono dall’Istat: nel mese di febbraio il tasso di disoccupazione è salito al 9,3%, in rialzo di 1,2 punti su base annua: in predenza era all’8,1%. Si tratta della peggiore rilevazione mensile dall’inizio delle serie storiche, dal gennaio 2004. Va peggio per i giovani: nello stesso mese la disoccupazione è al 31,9%, +4,1 punti in un anno. Picco del 49,2% per le giovani donne del Mezzogiorno. Raggiunta la soglia dei 335 mila disoccupati nel secondo mese dell’anno.

Il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni raggiunge il 32,6% (era il 29,8% un anno prima). “L’indicatore aumenta per gli uomini in tutte le ripartizioni, in misura piu’ intensa nel Mezzogiorno; con l’esclusione del Nord, il tasso cresce anche per le donne e tocca un massimo del 49,2% per le giovani donne del Mezzogiorno. Nella classe tra i 20 e i 24 anni il tasso di disoccupazione si attesta al 28,7% (era 25,8% nel quarto trimestre 2010)”, continua l’Istat.

”Dopo la moderata discesa del precedente trimestre, tra ottobre e dicembre 2011 il numero di inattivi in eta’ compresa tra 15 e 64 anni registra un nuovo piu’ forte calo su base annua (-1,2%, pari a -183.000 unita’). La riduzione nel Nord (-1,9%, -105.000 unita’) e nel Mezzogiorno (-1,3%, pari a – 87.000 unita’) interessa sia gli uomini sia soprattutto le donne. Nel Centro la lieve crescita del numero degli inattivi (+0,3%, pari a 9.000 unita’) sintetizza l’incremento della componente maschile e la flessione di quella femminile”, aggiunge l’Istat.

”Il calo tendenziale del numero degli inattivi deriva dalla nuova robusta riduzione della componente italiana(-237.000 unita’) non compensata dall’ulteriore moderato aumento di quella straniera (+54.000 unita’). Con riguardo a tale componente, l’inattività interessa giovani impegnati in percorsi di studio e, in misura meno consistente, donne che non hanno cercato un impiego per ragioni familiari”, continua la nota.

”Il numero dei disoccupati registra un forte aumento su base tendenziale (+11,4%, pari a 249.000 unità), portandosi a 2.429.000 unità. La crescita, che riguarda sia gli uomini sia le donne, interessa l’insieme del territorio nazionale. Sale nuovamente infine l’incidenza della disoccupazione di lunga durata, dal 48,4% del quarto trimestre 2010 al 50,6%.

E in Europa sul fronte lavoro la situazione non è migliore. Stando ai dati Eurostat, la disoccupazione più alta è in Spagna (23,6%). Segue la Grecia con il 21%, l’Irlanda al 14,7% e il Portogallo al 15%. L’Italia è ancora sotto la media Ue-27 (10,2%), al 9,3%. Un anno fa, era rispettivamente del 10 e del 9,5%. Secondo le stime dell’Ufficio statistico dell’Ue, a febbraio i disoccupati nell’Ue erano 24 milioni 550mila, di cui 17 milioni e 134mila nell’area euro: rispetto al mese precedente, sono aumentati rispettivamente di 167mila e di 162mila unita’. Su base annuale, rispetto al febbraio del 2011, nell’Ue a 27 ci sono un milione e 874mila disoccupati in piu’, mentre nell’eurozona sono un milione e 476mila in più.