Fiat, Camusso: “Marchionne antidemocratico e autoritario”

Pubblicato il 27 Dicembre 2010 8:37 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2010 8:38

Susanna Camusso

Sergio Marchionne è ”antidemocratico, illiberale e autoritario”, così come è ”antidemocratico” l’accordo separato per Mirafiori che ”cancella la libertà sindacale”.  Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, parla così, in un’intervista a Repubblica, dell’accordo siglato da Cisl e Uil con Fiat-Chrysler alla vigilia di Natale, che rappresenta, come dice anche alla Stampa, ”il ritorno agli anni Cinquanta”. Accordo che la Fiom non ha firmato ”perché – spiega la sindacalista –  poco rispettoso della fatica del lavoro”, anche se, comunque, ”la Cgil non firmerebbe mai un accordo che escludesse un altro sindacato”.

”Allora – spiega – c’erano i reparti di confino, oggi c’è l’esclusione della rappresentanza sindacale”. L’idea però ”è la stessa, e cioè quella di costruire un sindacato aziendalista il cui unico scopo è propagare le posizioni dell’impresa”, così come fanno ”Cisl e Uil” con la Fiat. Il Lingotto, peraltro, secondo Camusso ha ”deliberatamente costruito una successione di eventi per negare la libertà sindacale”.

Cisl e Uil ”hanno sottovalutato l’effetto dell’intesa per Mirafiori. Perché quando si permette a una grande impresa di escludere un sindacato si sa con chi si comincia ma non si sa con chi si finisce”. Certo, anche la Fiom ha le sue colpe e si dovrà ”aprire una discussione su questa sconfitta. Un sindacato – sottolinea Camusso – non può limitarsi all’opposizione altrimenti rinuncia alla tutela concreta dei lavoratori”.

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Quanto a Confindustria ”o fa sentire la sua autorevolezza nel sistema delle imprese oppure prevarranno le regole della giungla”. Non può ”limitarsi a guardare perché è in corso un’offensiva pure nei suoi confronti”, perché ”se si nega la rappresentanza dei lavoratori, di fatto si nega anche quella delle imprese, il ruolo di Confindustria”. ”Chiedo a Confindustria – conclude – di essere coerente, e di definire urgentemente con noi le regole della rappresentanza” che aprano ”la strada a una legge”.