Economia

L’occhio elettonico del fisco all’asilo nido, in barca, al concessionario. Controlli incrociati e redditometro

Pagano centinaia di euro al mese per la retta dell’asilo nido, vanno in vacanza in alberghi a cinque stelle quando non addirittura sullo yacht, magari hanno anche la Porsche, ma quando è il momento della dichiarazione snocciolano redditi da operaio non qualificato part time. Questi evasori fiscali, a breve, avranno un nuovo nemico: la tecnologia.

E’ in arrivo, infatti, una vera e propria “ragnatela” di controlli telematici incrociati per mettere con le spalle al muro chi evade le tasse.  La strategia messa a punto da Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, ministero del Lavoro e Comuni fa dormire sonni poco tranquilli agli evasori. Sulla carta il meccanismo è tanto semplice da risultare banale: ogni ente ha il suo database. Presi singolarmente, però, i dati dicono poco e niente. Incrociandoli in modo rigoroso, invece, cambia tutto ed è molto più facile far emergere le incongruenze tra il dichiarato e il reale tenore di vita.

E il protocollo d’intesa siglato da Entrate, Inail, Inps e ministero del Lavoro, prevede proprio la condivisione delle informazioni contenute nei sistemi informatici dei quattro soggetti. A questo vanno aggiunte le novità della manovra Tremonti secondo cui i Comuni potranno accedere al catasto e alla banca dati delle Entrate sulle utente domestiche. Infine i pagamenti, con il nuovo limite di 5mila euro in contanti imposto dall’articolo 20 della manovra.

Il fisco, insomma, si trasforma in una sorta di ‘grande fratello’ che, almeno nelle intenzioni di chi ha pensato le innovazioni, tutto vede. A completare il quadro, in autunno, ci penserà il nuovo redditometro che permetterà di evidenziare eventuali incongruenze tra soldi dichiarati e soldi effettivamente spesi.

Tempi cupi anche per chi ha l’abitudine di pagare in nero:  il monitoraggio sulla tracciabilità dei pagamenti effettuato dal ministero dell’Economia su segnalazione degli istituti di credito permetterà di ricostruire il percorso di pagamenti “sospetti”, facendo scattare controlli anche su chi i soldi li riceve.

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