Soros si ritira: la finanza perde il Re Mida della “canna libera”

Pubblicato il 26 Luglio 2011 21:43 | Ultimo aggiornamento: 26 Luglio 2011 21:52

George Soros (Foto LaPresse)

LONDRA, 26 LUG – In Italia il suo nome fa ancora venire i brividi per la spericolata manovra del 1992 che mise in ginocchio la Banca di Inghilterra e spinse la lira fuori dallo Sme, il Sistema monetario europeo. Ma adesso il ‘re Mida’ della finanza ad alto rischio esce di scena: George Soros ha deciso di chiudere il suo fondo a investitore esterni, ponendo di fatto fine alla sua ultraquarantennale carriera di gestore di fondi speculativi.

Entro un anno l’ottantenne finanziere di origine ungherese restituirà circa un miliardo di dollari di capitali di investitori esterni per concentrarsi nelle sole gestioni a favore di sé e della sua famiglia. Keith Anderson, il figlio di un cameriere di North Attleboro in Massachusetts che dal dal febbraio 2008 era il responsabile degli investimenti, lascerà il fondo ”alla ricerca di altre opportunità”.

Soros siede su una fortuna da 25,2 miliardi di dollari. Secondo la Bloomberg, che per prima ha dato la notizia, la decisione ”completa la trasformazione del miliardario da ‘raider’ a filantropo”, un ruolo in cui si era immaginato come emigrato ungherese e studente alla London School of Economics dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Famoso per la scommessa contro la sterlina che nel 1992 guadagnò un miliardo di dollari al suo Quantum Fund, negli ultimi 30 anni Soros ha distribuito oltre 8 miliardi di dollari per promuovere la democrazia e la libertà di espressione, migliorare l’istruzione e combattere la povertà in tutto il mondo.

Considerato dalla destra americana un ”burattinaio” della politica, nel 2003 lanciò una crociata da 15 milioni di dollari per impedire la rielezione di George W. Bush, una prospettiva che, disse all’epoca, ”gli impediva di dormire la notte”.

Altri 15 milioni di dollari erano andati nel 1994 per finanziare lo ‘spinello libero’. L’anno dopo, con 50 milioni di dollari, si era battuto per lo scambio di siringhe sicure tra tossicodipendenti nell’ambito della lotta contro l’Aids. I figli di Soros, Jonathan e Robert, hanno spiegato che la decisione di chiudere agli esterni stata presa a causa di un nuovo regolamento della Sec che avrebbe imposto al fondo di registrarsi entro il marzo 2012 se voleva continuare a gestire capitali esterni.

‘Re Mida’ Soros è l’ultimo di molti gestori di fondi ad alto rischi a ritirarsi a causa delle regole: tra questi Carl Icahn e Stanley Druckenmiller, l’ex vice del finanziere, entrambi convinti che ”gestire soldi altrui provoca più grattacapi di quanto sia necessario”.

Nato a Budapest da genitori ebrei, l’uomo che muoveva i mercati (la definizione è di Business Week) ha speso miliardi di dollari per promuovere la democrazia in oltre 50 paesi del mondo, dall’Asia all’Africa e all’ex blocco sovietico. Celebre una polemica sull’antisemitismo: nel 2003 attribuì all’allora premier israeliano Ariel Sharon e a Bush un ruolo chiave nella recrudescenza di fenomeni anti-semiti in Europa.

Soros creò il Quantum Fund nel 1973 e si guadagnò ben presto una reputazione di ‘raider’ d’istinto che decideva d’istinto sulla base di una teoria, soprannominata la ”teoria della riflessività” pubblicata nel suo libro del 1994, l’Alchimia della Finanza.

Nel 2000, dopo avere bruciato capitali con lo scoppio della bolla dei dot.com e dopo l’uscita di scena di Druckenmiller, Soros restituì agli investitori gran parte dei capitali esterni per concentrarsi nelle operazioni filantropiche della Soros Foundation.