Il governo italiano fa pressioni sulla partecipazione di Telefonica in Telecom per le mire di Mediaset sul gruppo Prisa in Spagna

Pubblicato il 5 Ottobre 2009 10:37 | Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre 2009 10:37

Cosa c’entra Telecom con il gruppo editoriale spagnolo Prisa? In apparenza nulla ma se si guarda bene agli interessi di Mediaset in Spagna un filo rosso si nota eccome. L’uscita del viceministro Paolo Romani sull’opportunità della presenza del gruppo spagnolo Telefonica in Telecom va letta anche considerando il contesto più ampio delle mire di Berlusconi nel mercato iberico della televisione. Non si tratta quindi solo di conservare l’italianità dell’azienda, ma di fare pressioni in Italia a Telefonica perché in Spagna sostenga Mediaset.

Lo scenario è questo: il colosso editoriale Prisa (proprietario del Pis) per crescere si è molto indebitato e ora è costretto  a cercare partner o vendere partecipazioni per ridurre i 5 miliardi di passività fin qui accumulati. Tra le sue partecipate c’è però la Sogecable che detiene un piccolo tesoro: la rete generalista Cuatro e la tv satellitare a pagamento Digital+. L’establishment spagnolo si è mosso per salvare Prisa, coinvolgendo anche Telefonica, che fino a due anni fa è stata anche sua azionista. Anche Mediaset è interessata a Cuatro, perché con le nuove regole sulla concentrazione televisiva, il suo canale Telecinco acquisirebbe la leadership del mercato televisivo spagnolo, base importantissima anche per il Sudamerica.

Per riuscire nell’operazione Berlusconi ha bisogno dell’appoggio di Telefonica: di qui l’avvertimento in Italia con le pressioni al più alto livello, quello governativo.