Irpef pesa su dipendenti e pensionati: in 7 anni +3%, vale il 78% del reddito

Pubblicato il 16 Maggio 2012 11:21 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2012 11:25

ROMA – Il peso dell’Irpef tra il 2003 e il 2010 è cresciuto soprattutto per lavoratori dipendenti e pensionati mentre per i lavoratori autonomi il reddito è cresciuto di più in percentuale rispetto alle imposte pagate. E’ quanto si legge in uno studio di Lef, associazione per la legalità e l’equità fiscale secondo il quale l’incidenza dei redditi da lavoro e da pensione sull’Irpef è passata dal 79,66% del totale all’81,55% mentre l’imposta è passata dal 75,6% al 78,4% con un aumento di tre punti percentuali.

Dall’analisi emerge che l’imposta pagata da lavoratori e pensionati registra nel periodo un incremento percentuale superiore al reddito dichiarato. La maggiore penalizzazione si registra per i pensionati che a fronte di un aumento del reddito tra il 2003 e il 2010 del 28,7% (da 177,3 miliardi a 228,2 miliardi) hanno registrato un aumento dell’imposta complessiva del 41,33% (da 25,2 miliardi a 35,6). Significativa anche la forbice per il lavoro dipendente: a fronte di una crescita del reddito del 21,37% (da 344,5 miliardi a 418,1) l’imposta complessiva e’ aumentata del 25,71% (da 64,8 miliardi a 81,5 miliardi).

Il lavoro autonomo – segnala la ricerca della Lef – registra invece un andamento inverso con una crescita maggiore del reddito rispetto all’imposta. Il reddito e’ salito del 25% (da 27,4 a 34,2 miliardi) mentre l’imposta e’ aumentata del 22% (da 7,5 miliardi a 9,2). Nel complesso l’Irpef e’ passata dai 120 miliardi del 2003 a 150 NEL 2010.

Nel periodo considerato il reddito dei contribuenti italiani e’ passato dai 655 miliardi del 2003 a 792 nel 2010, una crescita alimentata soprattutto dal lavoro dipendente e dai redditi da pensione. Il lavoro dipendente e’ rimasto sostanzialmente stabile oltre il 52% del totale (dal 52,59% del 2003 al 52,76% del 2010) cosi’ come il reddito di pensione che rappresenta per tutto il periodo oltre un quarto del totale (dal 27,07% del 2003 al 28,79% del 2010). Il lavoro autonomo, che nel complesso del periodo analizzato si mantiene sostanzialmente stabile, dal 4,19% del 2003 al 4,33% del 2010, registra un significativo incremento nel biennio 2006-2007, toccando in quest’ultimo anno la punta massima del 4,94%. Il reddito d’impresa registra un calo dal 4,58% del 2003 al 3,81% del 2010. Anche in questo caso si registra una significativa crescita nel biennio 2006-2007, quando il reddito d’impresa si colloca leggermente sopra la soglia del 5%.

Il rapporto sottolinea  la discontinuità rappresentata dal biennio 2006-2007 (quando al Governo c’era il centro sinistra con Prodi, ndr). ”A fronte di una crescita costante dei redditi in termini assoluti – si legge – si registra un calo del peso percentuale dei redditi di lavoro dipendente e pensione compensato dai redditi di lavoro autonomo, d’impresa e di partecipazione”.