Lavoro, disoccupazione stranieri raddoppiata in 6 anni

Lavoro, disoccupazione stranieri raddoppiata in 6 anni
(Foto d’archivio)

ROMA – Se la ripresa arranca per gli italiani, per gli stranieri che vivono nel nostro Paese va anche peggio. I dati Istat dicono che il tasso di disoccupazione tra gli immigrati nel periodo compreso tra il 2008 e il 2014 è più che raddoppiato. Quasi uno straniero su tre, poi, dice di svolgere un lavoro meno qualificato della propria educazione o profilo professionale, e questo è vero soprattutto per le donne: polacche, ucraine, filippine, moldave e peruviane spesso si ritrovano a fare le badanti o le colf, mentre in patria hanno studiato, si sono diplomate e in diversi casi anche laureate.

La differenza tra studi fatti nel proprio Paese e lavoro svolto in Italia è meno accentuata solo per quanto riguarda indiani e cinesi. Ma nel complesso, se 57 stranieri su 100 arrivano in Italia proprio per lavorare (gli altri per motivi familiari come il ricongiungimento), in quasi un terzo dei casi (29,9%) ritengono di svolgere un lavoro poco qualificato rispetto al titolo di studio conseguito e alle competenze professionali acquisite, percentuale che scende al 23,6% tra i naturalizzati (che hanno acquisito la cittadinanza) e all’11,5% tra gli italiani.

I dati dell’Istituto nazionale di statistica dicono che gli stranieri rappresentano l’8,6% della popolazione residente in Italia tra 15 e 74 anni, i naturalizzati italiani l’1,3%. Tra loro dal 2008 al 2014 il tasso di occupazione degli stranieri ha subìto una contrazione di 6,3 punti, molto più accentuata rispetto a quella dei naturalizzati e degli italiani dalla nascita (-3,0 e -3,3 punti, rispettivamente).

Allo stesso tempo il tasso di disoccupazione tra gli stranieri è quasi raddoppiato rispetto a sei anni prima: +7,1% rispetto a +5,2% per gli italiani. Sempre l’Istat fa notare che la rete di conoscenze in Italia è fondamentale: più della metà degli stranieri (59,5%) ha trovato lavoro grazie al sostegno di parenti, conoscenti e amici. Il dato tra i naturalizzati è del 38,1%, tra gli italiani del 25%.

In ogni caso il fatto di non essere italiano dalla nascita rappresenta un ostacolo a trovare un lavoro adeguato per il 36,2% degli stranieri. Per il 33,8% dei casi incide anche la scarsa conoscenza della lingua italiana e nel 22,3% il mancato riconoscimento del titolo di studio conseguito all’estero, ma anche i motivi socio-culturali (21,1%).

 

 

Gestione cookie