Spread chiude a 390, Francia rischia il declassamento: Borse in calo

Pubblicato il 19 Aprile 2012 18:27 | Ultimo aggiornamento: 20 Aprile 2012 9:04

Il premier Mario Monti con un grafico dello spread

ROMA – Lo spread tra Btp e Bund anche venerdì mattina rimane attorno ai  390 punti, la Francia rischia il declassamento dalla sua ‘Tripla A’, mentre le Borse in Europa continuano a calare. Anche la Spagna, nonostante il successo dell’asta del Tesoro, non riesce a risollevarsi da uno spread che continua a crescere e che nella giornata del 19 aprile ha chiuso ha 423 punti. La Francia invece ha chiuso a 140,5 punti e l’ombra del declassamento da parte di Moody’s segnerebbe un ko per Nicolas Sarkozy e potrebbe far vincere il suo rivale Francois Hollande al primo turno.

Alta tensione anche sulle borse europee, trascinate al ribasso dal rischio-rating. La maglia nera va proprio a Madrid, Parigi e Milano, rispettivamente -2,42%,-2,05% e -2,01%, seguite da Francoforte che tiene meglio (-0,90%) mentre Londra chiude appena invariata dopo una seduta positiva.

Lo spread dell’Italia a 392,2, con il rendimento del Btp decennale al 5,61%, continua a superare pericolosamente la soglia “di sicurezza” individuata da Mario Monti, che è di 340 punti. Mercoledì aveva chiuso a 376 mentre la giornata di giovedì è iniziata con il differenziale a 379.

Neanche un’asta di titoli di Stato conclusasi con una domanda forte e un pieno collocamento riesce a convincere i mercati che la Spagna puo’ farcela. Gli investitori non si fidano e mandano a picco i bond e le borse di Madrid, Milano e Parigi, in una fuga dal rischio innescata dalla possibile perdita della ‘tripla A’ della Francia e della virtuosa Olanda e dall’ipotesi di una serie di downgrade europei, Italia inclusa, evocati da Citigroup.

Doveva essere il giorno della rivalsa per Madrid: colpita da vendite pesanti nelle ultime sedute di borsa, la Spagna ha faticato moltissimo per convincere gli investitori che non dovra’ essere salvata dai partner europei come il vicino Portogallo. Dopo il mezzo fallimento dell’asta di titoli di Stato d’inizio mese, suonato come un campanello d’allarme per i mercati, i due collocamenti di questa settimana hanno reso un po’ di giustizia al premier Mariano Rajoy. Oggi, in particolare, l’appuntamento era atteso perche’ erano in vendita bond a due e, soprattutto, 10 anni, piu’ difficili da collocare.

Il Tesoro spagnolo ha fatto il pieno, collocando 2,54 miliardi di bond, al di sopra dell’obiettivo massimo di 2,5 miliardi e con domande pari a 3,3 volte e 2,4 volte l’offerta. I tassi, certo, sono saliti, ma senza impennate particolari, al 5,743% sul 10 anni dal 5,403% di gennaio. La Francia ha pagato l’1,83% medio (contro 1,78% di marzo) per vendere 10,5 miliardi di titoli a cinque anni (11 miliardi l’obiettivo massimo).

Eppure gli investitori non sono affatto convinti: al di la’ dei tecnicismi dell’asta spagnola, ora che c’e’ anche la certificazione del Fondo monetario internazionale, molti analisti si aspettano una profonda recessione in mezza Europa e stanno rifacendo i conti, peggiorando le prospettive di risanamento dei bilanci. E poi c’e’ lo zampino dei ‘rumor’ circolati oggi: fonti ‘senior’ della Francia hanno dovuto smentire, all’agenzia Reuters, le voci circolate sui mercati di un taglio imminente del rating del Paese da parte di Moody’s.

Voci che sarebbero partite da uno studio di Citigroup secondo cui entro l’autunno, ”dopo un attento esame della manovra aggiuntiva” che seguira’ l’esito delle elezioni, Moody’s potrebbe fare le pulci al rating francese in vista di una possibile bocciatura. Nello studio Citigroup dice di aspettarsi ”diversi downgrade sovrani dell’Eurozona da Standard & Poor’s e Moody’s nel corso dell’anno, con tagli di almeno un livello da parte di almeno una delle due agenzie per l’Italia, la Spagna, l’Irlanda e il Portogallo”.

Fitch, interpellata sulla sua posizione, ha confermato le prospettive negative sulla ‘tripla A’ francese fino al 2013. E la stessa agenzia di rating, per bocca dell’analista Chris Pryce, avverte in un’intervista al Daily Telegraph: la virtuosa Olanda ”e’ sull’orlo di un’azione negativa sul rating” e deve correre ai ripari con piu’ austerity. In questo clima di cautela e fuga dal rischio anche i titoli di Stato italiani sono tornati a perdere posizioni, con lo spread in deciso rialzo.